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Hawking: i buchi neri possono produrre corrente per tutti

Stephen Hawking torna a parlare di buchi neri: ne basterebbe uno piccolo per fornire energia a tutto il Pianeta.

Se un giorno riuscissimo a trovare un piccolo buco nero, con le dimensioni di una montagna, potremmo teoricamente trarne sufficiente energia elettrica per soddisfare il fabbisogno terrestre. A dirlo è stato l'eminente fisico Stephen Hawking nel corso del secondo appuntamento sulla BBC "Reith Lectures", in cui Hawking ha trattato appunto l'argomento dei buchi neri, spiegando che cosa li crea, i paradossi che li riguardano e non ultima la possibilità che questi oggetti dello spazio-tempo emettano radiazioni.

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La vera natura di ciò che accade all'interno di un buco nero rimane uno dei più grandi misteri della scienza odierna. Hawking sta scardinando progressivamente le convinzioni passate, a partire dal fatto che un'informazione non possa uscire da un buco nero.

Nell'appuntamento con la BBC Hawking è tornato sulla sua idea che questi oggetti cosmici non sono casseforti eterne, emettono radiazioni con una temperatura che è inversamente proporzionale alla massa e direttamente proporzionale alla gravità in superficie.

Ha inoltre aggiunto che "un buco nero con una massa pari a quella di una montagna produce raggi X e raggi gamma con una capacità totale di circa 10 milioni di megawatt, sufficiente per soddisfare il fabbisogno di elettricità in tutto il Pianeta".

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Il primo problema è trovare un buco nero con queste caratteristiche: "gli scienziati hanno cercato mini buchi neri di questa massa, ma finora non ne hanno trovato alcuno" ha detto Hawking, che poi ha sfoderato il suo humor britannico: "questo è un peccato, perché se l'avessero fatto avrei avuto un premio Nobel".

Però esiste una possibilità. Hawking ritiene che potrebbe essere possibile creare un micro buco nero nelle dimensioni extra dello spazio tempo. Con "dimensioni extra" si riferisce a qualcosa che va oltre le tre dimensioni con cui gli esseri umani hanno familiarità nella loro vita quotidiana, e oltre la quarta dimensione del tempo.

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"Secondo alcune teorie, l'universo in cui viviamo è una superficie di sole quattro dimensioni in uno spazio di dieci o undici dimensioni", ha spiegato Hawking. "Non vediamo queste dimensioni extra perché la luce non si propaga attraverso di loro, ma solo attraverso le quattro dimensioni del nostro universo. La gravità, tuttavia, incide sulle dimensioni extra e potrebbe essere molto più forte che nel nostro universo. Questo renderebbe molto più facile la formazione di un piccolo buco nero nelle dimensioni extra".

Secondo Hawking un fenomeno del genere potrebbe essere osservabile al CERN nel Large Hadron Collider (LHC): "due fasci di particelle viaggiano in questo tunnel in direzioni opposte, e vengono fatti collidere. Alcune delle collisioni potrebbero creare micro buchi neri. Questi irradierebbero particelle in un modello che sarebbe facile da riconoscere". E lui potrebbe intascare il Nobel.

Il secondo ordine di problema è come sfruttare questa energia. Non si può certo rinchiudere un buco nero in una centrale elettrica, perché sfonderebbe il pavimento e arriverebbe fino al centro della Terra, ha spiegato Hawking. Piuttosto dovrebbe essere tenuto nello Spazio in orbita attorno alla Terra.

Buchi neri e salti temprali
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