Il Ministro Fornero fa chiudere un sito che non le piace

Fa scalpore la decisione del Ministero del Lavoro che ha sospeso le attività di un sito web con motivazioni apparentemente incomprensibili. In attesa di risposte, i primi commentatori parlano di censura senza precedenti.

Il Ministro del Lavoro ha fatto chiudere un sito Internet, quello della Direzione Provinciale del lavoro di Modena. Un gesto che il giurista Guido Scorza definisce "di una gravità inaudita e senza precedenti", ma per Elsa Fornero sembra una decisione all'ordine del giorno.

Oggi sul sito in questione si legge che "al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it".

Elsa Fornero

"Un'iniziativa, quella del Ministro Fornero, politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima, sbagliata del metodo e nel merito", continua Scorza nel suo articolo apparso su Il Fatto Quotidiano. Tutti abbiamo il diritto di esprimere disapprovazione per questa o quella pubblicazione, ma pochi però hanno il potere di far chiudere tutto. "È esattamente come chiudere un giornale a seguito della pubblicazione di un articolo che si ritiene - a torto o a ragione - diffamatorio", continua Scorza.  

Un segnale angosciante ancora di più perché arriva proprio nel momento massimo della tensione creata da Internet: da una parte il libero flusso d'informazioni con poco o nessun controllo, simbolo di una rinnovata libertà del cittadino, dall'altra gli sforzi per mantenere lo status quo minacciato da tale libertà.

Non sarebbe bastato correggere le pagine problematiche? Perché di certo come cittadini non abbiamo nessun interesse verso una " una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali". Anzi, la Rete ci piace perché è luogo di una pluralità di voci senza precedenti, persino di quelle che non hanno nulla da dire e di quelle che amano mettere zizzania.

O forse dobbiamo pensare che ogni pensiero "non allineato" si debba eliminare a colpi di accetta? "È questa la motivazione con la quale il Ministro del Lavoro ha disposto la chiusura del sito. È uno scherzo? Un pesce d'aprile arrivato in ritardo? Se così non fosse saremmo dinanzi a uno dei più gravi attentati alla libertà di informazione ad opera di un Governo dal ventennio fascista ad oggi", continua Scorza.

Ci aspettiamo che il Ministro Fornero o un suo portavoce dia delle risposte, e che il resto del mondo politico prenda le distanze da questo gesto inaccettabile, "degno di un tiranno di altri tempi o del leader militare di una qualche dittatura anti-democratica".

Il quadro peggiora ancora considerando il contesto: se un tecnico si sente autorizzato a tanto, chissà dove si spingeranno i politici quando toccherà a loro - ammesso e non concesso che fare delle differenze abbia un senso.