Intel pensa che nemmeno Windows 8 batterà la crisi

Intel annuncia buoni risultati finanziari, ma è costretta a tagliare le stime per il futuro, a fronte di una crisi economica che non abbandona Stati Uniti ed Europa come sperava.

Il fatturato di Intel nel corso del secondo trimestre ha fatto registrare una crescita del 5% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, attestandosi a 13,5 miliardi di dollari. L'incremento rispetto allo stesso periodo del 2011 è stato del 4%. Da registrare il peso nel fatturato dell'area Asia - Pacifico, pari al 58% delle vendite. Staccata l'area americana (21%), quella europea (12%) e il Giappone (9%).

Si tratta di un andamento in linea con le attese degli analisti, mentre il dato sull'utile per azione, 54 centesimi, è stato superiore ai 52 centesimi delle previsioni. L'utile netto ha toccato una cifra di 2,8 miliardi di dollari, in crescita del 3% sui primi tre mesi e in calo del 4,3% sull'anno passato. Parallelamente Intel ha generato 4,7 miliardi di liquidità (CFO, cash from operations), pagato dividendi per 1,1 miliardi di dollari e usato la stessa cifra per riacquistare azioni.

La divisione PC Client Group (processori e chipset per desktop e notebook, prodotti wireless) è cresciuta del 3% sul trimestre precedente, toccando un fatturato di 8,7 miliardi di dollari (utile operativo di 3,42 miliardi). Balzo invece del 14% per il Data Center Group (CPU e chipset per server, workstation e mercato dell'archiviazione; prodotti di rete), a 2,8 miliardi (utile operativo di 1,39 miliardi).

La divisione "Other Intel Architecture Group" - in cui rientrano i componenti per smartphone, netbook e tablet - ha raggiunto un fatturato di 1,1 miliardi (+3%). Per quanto riguarda la divisione software (McAfee, Wind River e altro), il fatturato è stato di 586 milioni, mentre l'utile operativo si è attestato a 14 milioni di dollari. Complessivamente l'azienda conta quasi 103 mila dipendenti (102.800).

A preoccupare di più i mercati sono però le attese per i mesi a venire, più in particolare gli obiettivi fissati per l'intero anno fiscale. Si parla, infatti, di un fatturato che crescerà solo tra il 3 e il 5 percento su base annua, a dispetto di previsioni più positive. Purtroppo né gli Stati Uniti né l'Europa si stanno riprendendo dalla crisi economica nei tempi e modi che Intel si augurava qualche mese fa.

Il margine lordo dell'intero anno dovrebbe attestarsi al 64%, mentre la spesa in ricerca e sviluppo/acquisizioni potrebbe toccare i 18,2 miliardi (più o meno 200 milioni), in calo di 100 milioni di dollari rispetto alle attese. Intel ha comunicato anche le previsioni del terzo trimestre, cioè a più stretto giro, in cui conta di raggiungere un fatturato di 14,3 miliardi (più o meno 500 milioni di dollari), un margine lordo del 63% (più o meno il 2%) e di investire 4,6 miliardi in ricerca e sviluppo/acquisizioni. "Il secondo trimestre è stato segnato da un andamento stabile, confermando la forza nel settore dei data center e con l'introduzione di diversi prodotti in ultrabook e smartphone", ha dichiarato Paul Otellini, presidente e amministratore delegato di Intel.

  Q2 2012 Q1 2012 vs. Q1 2012
Fatturato $13.5 miliardi $12.9 miliardi + 5%
Margine lordo 63.4% 64.0% - 0,7 punti
Utile operativo $3.8 miliardi $3.8 miliardi +1%
Utile netto $2.8 miliardi $2.7 miliardi +3%
Utile per azione 54 centesimi 53 centesimi +2%

"La crescita nel terzo trimestre sarà più lenta rispetto a quanto anticipato a causa di uno scenario macro-economico più difficile. Con un ricco mix di ultrabook, e il debutto di tablet e smartphone Intel nella seconda metà dell'anno, combinati agli investimenti a lungo termine che stiamo operando con i nostri prodotti e nelle aree produttive, siamo ben posizionati sia quest'anno che in futuro". Proprio gli ultrabook e i tablet, in particolare con Windows 8 ma anche Android, sono i prodotti su cui Intel conta per dare nuovo stimolo alla propria azione. Secondo Otellini al momento sono in sviluppo 140 ultrabook Ivy Bridge, di cui oltre quaranta sono dotati di schermo touch.

Circa una dozzina di prodotti saranno "convertibili", cioè potranno essere usati sia come portatili che come tablet, come l'Asus Taichi mostrato al Computex di quest'anno. L'AD di Intel ritiene che quest'autunno vedremo nei negozi ultrabook da 699 dollari e, per quanto riguarda i tablet, l'offerta contemplerà sia soluzioni con processori Core, che con chip Atom Clover Trail - una ventina sono già in fase di realizzazione.

La situazione di Intel è quindi ottima, anche se in piena evoluzione e con l'incognita dei prodotti ARM dietro l'angolo. Il debutto di Windows RT e l'ingresso di Intel nel mondo dei tablet e degli smartphone, aprirà un nuovo fronte di lotta per la casa di Santa Clara, che non dovrà più vedersela solo con AMD.

Quest'ultima, tra l'altro, la settimana scorsa ha rivisto le previsioni finanziarie, e ora si aspettano i conti definitivi per capire dove sta perdendo ulteriore terreno e quali sono i motivi. Di certo combattere contro Intel - un colosso che fattura quasi 15 volte di più - è tutt'altro che facile, specie se i tuoi prodotti non sono una bomba, il mercato sta ancora aspettando più notebook Trinity e la versione di queste APU per i PC desktop non arriverà prima di ottobre. Inoltre AMD non ha ancora chip nei tablet e negli smartphone, anche se le novità arriveranno ad agosto, quando l'azienda dovrebbe svelare il design Jaguar per i tablet.