L'Associazione Digital Divide italiana chiude: che sconfitta!

L'Associazione Digital Divide ha ufficializzato la chiusura di ogni attività. Gli animatori del gruppo si dicono stanchi sebbene qualche risultato sia stato raggiunto nel tempo. Il sistema non è maturato: finché non salteranno i posti di alcuni soliti noti difficile cambiare lo scenario.

L'Associazione Digital Divide italiana ha chiuso definitivamente per stanchezza: qualche risultato è stato raggiunto in questi 8 anni ma non abbastanza per proseguire nella lotta. "Ora, in questo periodo dove un po' tutti, si riempiono la bocca parlando di digital divide... noi ci sciogliamo. La legittima domanda che ci viene rivolta è: Perché?", si legge nel documento di commiato. "Perché, pur avendo indicato la strada ottimale, poiché non abbiamo interessi di parte ma solo quelli generali di sistema, restiamo purtroppo inascoltati!"

Dopo le battaglie contro la gestione Tronchetti Provera in Telecom Italia (questione intercettazioni), le critiche alla dormiente AGCOM e l'irrisolta operazione di scorporo delle rete Telecom dai servizi... la compagine non profit ha deciso di mollare.

Digitale Divide

"C'è da ridisegnare il sistema e, in questo periodo di crisi, non si può stare a tutelare l'immobilismo... Per questo riteniamo che sia giusto riformare in toto AGCOM, tagliando pesantemente le teste che sono attualmente a capo del sistema...", continua il documento. "Bisogna riformarla inserendo anche un comitato etico e morale per la tutela del sistema Italia e la responsabilità civile e penale, che oggi va tanto di moda, del management stesso".

Insomma, tutti sono un po' dispiaciuti di ritirarsi in questo momento; avrebbero preferito farlo a seguito di una maturazione minima del sistema. La cosa importante è che sia stato portato "all'attenzione dell'opinione pubblica il problema del divario digitale".

"Avremmo voluto sciogliere l'associazione poiché l'obiettivo era stato raggiunto. Ci lasciamo, invece, con l'amara lacrima del non ci siamo riusciti", conclude il documento. "Ma adesso tocca a ognuno di VOI! Di chi ha il potere di decidere, a partire dal nuovo governo Monti, fino a chi vede ogni giorno i problemi... Denunciate nelle sedi appropriate (Co.Re.Com regionali, AGCOM e nel caso magistratura) i problemi che vedete! Operate per quanto in vostro potere a fare in modo che il vostro presente sia un ricordo amaro per i vostri figli...".

Beh, sentiamo di condividere molte delle posizioni dell'associazione, ma forse non l'ultima. Bisognerebbe darsi una mossa per i nostri nipoti; per i figli forse non facciamo più in tempo.