La UE si smarca dal dibattito italiano sul copyright

Il Commissario Nelly Kroes ha risposto freddamente all'interrogazione parlamentare dell'eurodeputato Sonia Alfano sulle criticità della delibera AGCOM. Le misure di enforcement dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive.

La delibera AGCOM (668/2010) sul copyright difficilmente sarà osteggiata dalla Commissione Europea. L'interrogazione parlamentare UE sottoposta dall'eurodeputato Sonia Alfano (Alde-IDV) non ha prodotto il risultato sperato.

Sebbene Alfano abbia spiegato le criticità dovute alle competenze AGCOM nel perseguimento delle violazioni online del diritto d'autore, alla procedura di cancellazione e di inibizione prevista dalla delibera, nonché all'esclusione della forma di consultazione o di interazione con l'Autorità giudiziaria, la risposta del vice presidente della Commissione Europea Nelly Kroes è stata fredda.

La Commissione UE si sfila dall'impiccio

Il Commissario ha semplicemente ricordato che ogni misura dovrà rispettare non solo i diritti di copyright, ma anche quelli degli utenti. Quindi le cosiddette misure di enforcement dovranno essere "effettive, proporzionate e dissuasive", come ha sottolineato l'esperto Guido Scorza.

I Paesi membri dovranno adottare misure per l'accesso online o l'utilizzo dei servizi di comunicazione elettronica rispettose dei diritti e delle libertà fondamentali dell'uomo così come garantiti dalla Convenzione Europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Ogni ulteriore sviluppo sarà monitorato dalla Commissione Europea, ma a questo punto sarà il caso non aspettarsi miracoli. "La sensazione - occorre riconoscerlo con grande chiarezza - è che dietro il rigido linguaggio istituzionale, la Commissione stia dicendo all'Italia che i problemi legati al nuovo regolamento che l'AGCOM si avvia a varare non costituiscono una sua priorità e che ci toccherà, pertanto, fare il possibile da soli per riuscire ad impedire che l'Autorità vari le norme liberticida ormai a tutti note", conclude Scorza.

E quindi anche chi si faceva illusioni sul vaglio della Commissione Europea e della World Intellectual Property Organization sarà costretto ad accontentarsi degli effetti del solo dibatto che si consumerà all'interno dei nostri confini nazionali.