Netflix, un altro segreto tecnico di distribuzione svelato

Netflix ha un suo Content Delivery Network che gli permette di sostenere agevolmente un alto volume di traffico.

Come fa Netflix a fornire un servizio streaming di qualità anche a chi ha connessioni Internet scadenti? La risposta è non solo nel suo sistema di encoding e trasmissione, ma anche nel suo Content Delivery Network (CDN) – attivo dal 2011.

Domani in occasione del lancio della seconda stagione di Daredevil in 190 paesi, milioni di persone nel mondo si connetteranno per godere di uno streaming istantaneo, e l'azienda è pronta a gestire la situazione senza problemi.

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Netflix Open Connect (la sua CDN) eroga normalmente il 100% del traffico video, che attualmente supera i 125 milioni di ore di visione al giorno. "Questo equivale a picchi di traffico simultanei di decine di Terabit al secondo e fa di Netflix Open Connect una delle reti di maggiore volume del mondo", spiega Ken Florance, Vice President Content Delivery presso Netflix.

A livello globale, quasi il 90% del suo traffico è erogato tramite connessioni dirette tra Open Connect e gli ISP utilizzati dagli abbonati. La maggior parte di queste connessioni è localizzata nel punto di interconnessione regionale geograficamente più vicino all'utente.

"In più, offriamo agli ISP idonei gli stessi dispositivi Open Connect Appliances (OCA) che utilizziamo nei nostri punti di internconnessione Internet", prosegue Florance. "Una volta installati questi dispositivi nel data center di un ISP, quasi tutti i contenuti di Netflix vengono erogati dall'OCA locale, anziché 'upstream' da Internet".

Open Connect Appliance è disponibile in quasi 1000 diverse località di tutto il mondo, Italia compresa. Ciò significa che quasi tutti gli abbonati ricevono i bit audio e video di Netflix da un server che si trova all'interno della rete del rispettivo ISP (o è direttamente collegato a tale rete), nella loro area geografica.

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OCA

Sinergicamente viene impiegato il cloud AWS di Amazon per il cloud computing scalabile. "Tutto ciò che deve accadere prima che l'abbonato avvii la riproduzione di un contenuto avviene essenzialmente in AWS, compresa tutta la logica dell'interfaccia dell'applicazione, l'esperienza della scoperta e della selezione dei contenuti, gli algoritmi per i consigli, la transcodifica, eccetera", ricorda il dirigente.

"Tutto ciò che accade dopo che l'abbonato preme il tasto Play è invece specifico di Netflix e la nostra crescente esigenza di scalabilità in questo settore ha rappresentato un'opportunità per creare una maggiore efficienza per l'erogazione dei nostri contenuti e per Internet in generale".

Oltre a mettere in pratica il concetto del pre-posizionamento dei contenuti sugli OCA, ovvero copiare ciascun file negli archivi nazionali durante le ore non di punta, Netflix si è concentrata anche sulla creazione di una combinazione efficiente di hardware e software.

"Questa specializzazione e ottimizzazione ci ha consentito di incrementare l'efficienza delle OCA di diversi ordini di grandezza dall'inizio del programma. Siamo passati da un throughput di 8 Gbps da un solo server nel 2012 a oltre 90 Gbps da un solo server nel 2016".