Notebook in calo, li salveranno gli schermi?

Secondo il Digitimes per fronteggiare la crisi del settore notebook i produttori si concentreranno sempre più sulle gaming machine, sulle soluzioni 2 in 1 e sugli schermi ad alta risoluzione.

I produttori taiwanesi di notebook non si aspettano incrementi significativi delle vendite per il 2016, anzi, hanno messo in preventivo un leggero calo rispetto al 2015. Le vendite dei tablet continuano a scendere e il mercato notebook è saturo, quindi i margini di crescita sono limitati. Per fronteggiare la situazione cercheranno di concentrarsi su altri settori e sperano che saranno i nuovi schermi a salvare le vendite. È questa l'estrema sintesi di tre informazioni che arrivano dal Digitimes.

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Attualmente solo i concorrenti cinesi hanno continuato a crescere. Il motivo secondo il quotidiano taiwanese è che la maggior parte dei produttori locali si è concentrata sul settore PC, limitando lo sviluppo in altri settori.

Ecco perché per il 2016 sia i produttori di marca sia i cosiddetti ODM cercheranno di rafforzare la loro presenza nel mondo dell'Internet of Things (IoT) e in quello delle soluzioni cloud. Per ingranare in questi ambiti ci vorrà tempo e inizialmente si dovranno adottare altre soluzioni relative al business tradizionale.

La prima parola d'ordine sarà concentrarsi sul miglioramento del design. In seconda battuta una cosa è ormai chiara a tutti: bisogna puntare forte sui notebook gaming e sui dispositivi 2-in-1, che sono gli unici comparti ancora capaci di attirare una forte domanda.

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C'è però un terzo fronte su cui lavorare, che è quello degli schermi. Per suscitare l'entusiasmo dei consumatori è sempre più in crescita la tendenza dei produttori di proporre notebook con schermi a risoluzione sempre più alta. Se la potenza di elaborazione non è un elemento sufficiente per spingere gli utenti a cambiare notebook, uno schermo potrebbe fare la differenza.

Ecco perché secondo le stime della società di ricerca IHS nel primo trimestre del 2016 i display Full HD si aggiudicheranno il 20% del mercato notebook, e arriveranno a un +30% nel terzo trimestre del 2016. Merito anche del ribasso dei prezzi degli schermi, che è iniziato negli ultimi tre mesi del 2015 per sollecitare la domanda.

Però c'è da stare attenti: come ha sottolineato Linda Lin di IHS i produttori di schermi che lavorano per le marche produttrici di notebook sono alla ricerca di modi economici per aumentare le vendite e ridurre le scorte. Se la strada che continueranno a seguire sarà solo quella del prezzo abbiamo solo da guadagnarci, se invece sforneranno prodotti con bassa luminosità e colori poco precisi allora i nuovi schermi non saranno un grande affare.

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Meglio seguire le prove dei prodotti e controllare con particolare attenzione i dati rilevati con i calibratori prima di prendere una decisione. La risoluzione, per quanto facilmente riconoscibile, non è da sola sintomo di qualità, anche se leggendo la scheda tecnica molti si rallegreranno nel vedere un valore più alto.

In ogni caso il risultato auspicato da molti sta per concretizzarsi: al momento il divario tra i costi di uno schermo HD e uno Full HD è di soli 10 dollari, quindi questi ultimi diventeranno presto la soluzione più diffusa, mentre "l'aumento delle risoluzioni superiori al Full HD sarà la prossima tendenza a cui guardare per i notebook" sottolinea Lin.

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