Privacy Shield UE: Washington ha promesso di fare la brava

Accordo tra UE e USA per il Privacy Shield, il sistema di regole che dovrebbe proteggere la privacy dei cittadini comunitari.

Europa e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo sulla gestione dei dati personali dei cittadini UE che transitano online. EU US Privacy Shield dovrebbe garantire la protezione della privacy dei cittadini comunitari in relazione ai servizi digitali, come quelli offerti da Google, Facebook, Apple e gli altri colossi della Silicon Valley.

"Il nuovo accordo UE-Usa protegge i diritti fondamentali dei cittadini europei nel momento i cui i dati personali vengono trasferiti a società statunitensi", ha spiegato la commissaria alla Giustizia, Vera Jourová.

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Privacy shield?

"Per la prima volta in assoluto gli Stati Uniti ci hanno rassicurato, in maniera vincolante, che l'accesso da parte delle autorità pubbliche per motivi di sicurezza nazionale sarà soggetto a chiare limitazioni, garanzie e meccanismi di controllo. Inoltre i cittadini europei potranno beneficiare di meccanismi di ricorso".

La questione è esplosa il 31 gennaio quando l'accordo Safe Harbor con gli Stati Uniti è scaduto, a causa di una sentenza della Corte di Giustizia UE che rilevava rischi per la protezione dei dati europea. In pratica, anche a seguito dello scandalo datagate, le istituzioni comunitarie hanno riconosciuto la mancanza di adeguate garanzie.

Da allora sono partite una serie di trattative tra Bruxelles e Washington che ieri sono giunte a una svolta. Il Commissario Vera Jourova ha negoziato un meccanismo che dovrebbe proteggere i cittadini UE dai programmi di sorveglianza "indiscriminati" attuati dalle agenzie di Intelligence USA.

In secondo luogo verrà designato un difensore civico (Ombudsperson) presso il Dipartimento di Stato che si occuperà di monitorare il rispetto degli accordi in relazione alla privacy personale. La stessa attività sarà svolta in ambito industriale dal Ministero del Commercio e la Commissione Federale per il Commercio.

"L'accordo sulla tutela dei dati personali dei cittadini europei è un'ottima notizia", sostiene il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. "Il metodo del dialogo e del confronto favorisce il superamento dei problemi e il consolidamento del rapporto tra Unione Europea e il consolidamento del rapporto tra Unione Europea e Stati Uniti che noi consideriamo fondamentale".

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Critica la risposta di Max Schrems, il cyberattivista europeo che grazie alla causa a Facebook ha ottenuto la sentenza UE che ha affossato il Safe Harbour. "Con tutto il rispetto ma una coppia di letterine dell'amministrazione uscente Obama non hanno valore legale per garantire i diritti fondamentali di 500 milioni di utenti europei a lungo termine, quando c'è una legge statunitense che esplicitamente consente una sorveglianza di massa", scrive Schrems.

"Non conosciamo ancora l'esatta struttura legale, ma questo potrebbe essere sorvolare e quindi ignorare la sentenza UE".

Il riferimento è alle lettere di impegno redatte dall'Amministrazione Obama. Forse troppo poco considerato che il mandato sta per scadere.