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Scopriamo le tecnologie dei monitor EIZO

Gli schermi LCD hanno moltissimi vantaggi rispetto ai vecchi CRT, ma anche qualche aspetto negativo. Vediamo come EIZOha risolto il problema del motion blur e migliorato la resa delle immagini dalla gamma dinamica molto ampia.

 

Le tecnologie che migliorano l'immagine sui monitor EIZO

I monitor LCD hanno tantissimi vantaggi rispetto ai vecchi schermi a tubo catodico e il passaggio alla tecnologia LED ne ha portati di nuovi, che vanno oltre il semplice incremento della luminosità.

Purtroppo, però, alcuni dei vecchi problemi non sono mai spariti del tutto e nonostante il costante miglioramento, restano come un fastidioso "rumore di fondo".

Uno di quelli più noiosi è sicuramente il "motion blur" ovvero la perdita di nitidezza sofferta dalle immagini in movimento.

Monitor fronte retro
Il monitor EIZO FS2735 sfrutta le tecnologie Turbo 240 e Smart Insight per mostrare immagini senza motion blur e dettagliatissime anche sui toni più scuri.

Al contrario di quanto si crede comunemente, la causa di questo fastidioso difetto non risiede solo nei tempi di risposta dei monitor, ma è una combinazione tra tempi di risposta, frequenza di aggiornamento e tipo di visualizzazione.

A conferma di ciò, basti pensare al fatto che nonostante i tempi di risposta ormai siano ridotti a valori inferiori ai 5 millisecondi, il motion blur è ancora ben visibile in molte applicazioni.

L'analisi, allora, va approfondita e grazie a un documento tecnico di EIZOpossiamo capire cosa ne è alla base e vedere come l'azienda ha risolto il problema.

eizoFS2735 connessioni
La grande dotazione di porte del monitor EIZO FS2735 lo rende semplice da usare con qualsiasi fonte video, mentre le tecnologie che incorpora rendono al meglio negli utilizzi più estremi come il gaming e l'home cinema.

Iniziamo da come funziona l'aggiornamento dello schermo sugli LCD, partendo proprio dal problema che è ormai stato risolto nella maggior parte dei prodotti: il tempo di risposta.

Quando l'immagine sul monitor cambia, tutti i pixel coinvolti devono modificare il proprio colore, trasformandolo da quello dell'immagine visualizzata a quello della nuova immagine da mostrare.Per farlo è necessario un certo lasso di tempo che in passato si misurava in centesimi (o addirittura decimi) di secondo, creando un fastidioso effetto "scia".

I monitor moderni, invece, hanno ridotto questi tempi a pochi millisecondi, migliorando di molto la resa finale.

Fig1
Nel grafico che vediamo qui sopra, viene mostrato come varia lo stato di un pixel in un monitor con un tempo di risposta basso (Fast RT) e uno con un tempo di risposta elevato (Slow RT).

La riga blu indica il momento in cui viene dato il segnale per cambiare colore. Il pixel con tempo di risposta basso impiega tra i 4 e i 5 millisecondi, quello con tempo di risposta elevato impiega circa il doppio (tra gli 8 e i 10 millisecondi).

Presi da soli, questi numeri non ci dicono granché, ma se lui confrontiamo con il framerate ci rendiamo conto di quanto siano importanti.

Avere un framerate di 30 immagini al secondo (che è una cosa tipica dei film o serie TV) significa che i pixel devono cambiare stato ogni 33 millisecondi circa. Questo implica che i pixel di un monitor con un tempo di reazione elevato sono del colore "sbagliato" da un quarto a quasi un terzo del tempo in cui ogni frame è visualizzato.

Se analizziamo cosa succede nel caso di framerate da 60 immagini al secondo, tipico dei videogiochi, il tempo in cui il colore è sbagliato diventa la metà del tempo totale di visualizzazione.

fig2
Come si intuisce dal grafico qui in alto, nei monitor con tempi di risposta lenti i pixel sono del colore sbagliato per molto tempo tra un frame e l'altro.

In questo modo è semplice capire che se un pixel passa così tanto tempo a cambiare colore, l'effetto finale sull'immagine sia deleterio e quindi un tempo di risposta veloce è indispensabile.

Quello che è strano, a questo punto, è capire perché anche in caso di monitor con tempi di risposta veloci si percepisca comunque un po' di motion blur e la risposta sta in un aspetto spesso sottovalutato: il modo in cui gli LCD mostrano le immagini.