Stampa 3D con materiale estratto da una roccia spaziale

Planetary Resources ha presentato al CES 2016 il primo oggetto stampato in 3D usando materiali estratti da un meteorite.

Planetary Resources, un'azienda che sta progettando di estrarre acqua ed altri materiali utili dagli asteroidi, ha presentato al CES 2016 i primi oggetti stampati in 3D utilizzando polvere di metallo raccolte da una roccia spaziale.

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L'immagine che vedete qui sopra è un esempio di quello che si può ottenere stampando in 3D con materiale proveniente dallo Spazio e che secondo i promotori "potrebbe provenire da una stampante 3D usata in ambiente a gravità zero". L'oggetto misura circa 2,5 centimetri di altezza e 8,7 cm di larghezza e pesa 250 grammi.

"L'asteroide (o meteorite) utilizzato per ricavare i materiali di stampa è parte del frammento noto come Campo Del Cielo che precipitò in Argentina nel 1969 e che è composto da ferro, nichel e cobalto".

Planetary Resources non è l'unica azienda che reputa la stampa 3D una tecnologia chiave per il futuro dell'esplorazione spaziale. Ricordiamo che la NASA ritiene che la stampa 3D potrebbe contribuire ad aprire il Sistema Solare all'esplorazione umana, creando avamposti fuori dalla Terra specializzati nella produzione 3D di pezzi di ricambio.

Ecco perché l'agenzia spaziale ha recentemente collaborato con la startup californiana Made In Space per lanciare una stampante 3D sulla Stazione Spaziale Internazionale, al fine di valutarne il funzionamento in condizioni di microgravità. I risultati finora sono incoraggianti.

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Le ambizioni dell'estrazione mineraria di Planetary Resources ovviamente vanno ben oltre la stampa 3D. in primo luogo l'azienda punta e estrarre acqua, da scomporre in idrogeno e ossigeno per creare combustibile per razzi. Se tutto dovesse procedere secondo i piani, il propulsore sarà venduto in "stazioni di servizio" spaziali, che permetteranno alle navicelle di fare viaggi di lunga percorrenza. Nel frattempo c'è anche l'idea di estrarre platino e altri metalli preziosi da rocce spaziali, un progetto simile a quello dell'azienda concorrente Deep Space Industries.

Planetary Resources ha già spedito un veicolo spaziale in orbita attorno alla Terra, un piccolo cubesat chiamato Arkyd-3R che è stato espulso dalla ISS lo scorso luglio e che serve per testare i software e altre tecnologie chiave che saranno necessarie per le sue attività future.