Tassa sui giochi violenti per combattere obesità e bullismo

William Fourkiller, deputato dello Stato dell'Oklahoma, chiede d'introdurre una tassa sui giochi violenti per combattere obesità e bullismo tra i giovani. Una proposta che lascia perplessi, anche se su questi temi si può discutere.

Tassiamo i videogiochi violenti. È questa la proposta fatta dal deputato William Fourkiller (nomen omen) della Camera dei Rappresentanti dello Stato dell'Oklahoma. Nel mirino ci sono i titoli che rientrano nelle categorie Teen, Mature e Adults Only, che coprono complessivamente una fascia d'età dai 13 in poi e rientrano nello standard ESRB. Praticamente parliamo di moltissimi giochi, tra cui Skyrim (Mature), Rage (M), Bioshock (M) e via discorrendo.

Secondo Fourkiller, che ha lavorato come maestro per 12 anni nelle scuole elementari, far pagare di più i videogiochi violenti con una tassa dell'1% è il minimo che si può fare per i danni causati da queste opere dell'ingegno: in primis la salute dei ragazzini, sempre più sovrappeso, e in secondo luogo il fiorire di atti di bullismo.

"I videogiochi violenti contribuiscono ad alcuni dei nostri problemi sociali come l'obesità e il bullismo, ma poiché creano un sacco di fatturato, possono essere parte della soluzione". Metà del ricavato della tassa, nei piani di Fourkiller, dovrebbe essere destinata a un fondo di prevenzione contro il bullismo e la cura dell'obesità.

E se il fine ultimo è nobile, Fourkiller si è fatto scappare la solita dichiarazione che lascia basiti: "un uomo ha sparato a un agente di polizia e gli ha rubato l'auto. Stava giocando a Grand Theft Auto". Scivolone a parte, il politico ha dichiarato di non avercela personalmente con l'industria dei videogiochi, ma che è rimasto piuttosto stupito dall'esistenza del gioco "Bully". "Credo che dopo ore e ore passate davanti a uno schermo a giocare, nei panni di quella persona e assumendone il ruolo, la gente perda sensibilità".

La tesi di Fourkiller però si scontra con studi che scagionano i videogiochi, anche se ne esistono alcuni di altra opinione. Insomma, la certezza di un effetto malefico non c'è ancora, e mettere una tassa come quella sulle bibite zuccherine, ci sembra eccessivo. Basta un po' di giudizio e visione d'insieme. Tutti giochiamo, ma non passiamo la vita a vessare altre persone.

L'educazione è qualcosa di più profondo che non si può ridurre solamente a ciò che si fa e non si fa, ma anche ai valori e alla disciplina impartiti dai genitori. Senza contare l'ambiente in cui si vive. Certo, un giovane con problemi magari dimostrerà ipersensibilità alla violenza ma a quel punto giochi, film, fumetti, libri e televisione dovrebbero essere messi sullo stesso piano.

Per quanto concerne il rischio obesità è qualcosa su cui pensiamo si possa discutere, ma lo stesso si deve fare con i programmi TV e altre attività che ci rendono sedentari. Puntare il dito "solo" contro i videogiochi è sbagliato, e anche qui lo stimolo della famiglia ad avere uno stile di vita sano è decisivo. Per cui mentre i temi posti sul piatto da Fourkiller sono di grande rilevanza, banalizzarli non è il modo per affrontarli.

Fortunatamente questa proposta di legge (HB 2696), che speriamo vivamente non venga copiata e incollata da qualche politico italiota, potrebbe avere un percorso accidentato e finire in un nulla di fatto. Si deve scontrare nientemeno che con il Primo Emendamento della Costituzione a stelle e strisce. A favore di Fourkiller c'è però una sentenza del 1968 della Corte Suprema che permette agli Stati di adottare leggi per tenere lontano dai bambini del materiale "osceno". Tale decisione non è mai stata estesa ai videogiochi, ma le vie legali sono infinite. Speriamo prevalga il buonsenso... e l'epic fail per la proposta di legge.