Telecom Italia perde l'appalto da 500 milioni del Viminale

Il TAR del Lazio ha stabilito che il Ministero degli Interni dovrà annullare il rinnovo contrattuale per i servizi di telefonia stretto con Telecom Italia. Accolto il ricorso di Fastweb che è stato estromesso senza motivo dai giochi. Qualcuno ha pensato che si potesse procedere senza gara.

Polizia, Vigili del Fuoco e ogni altra istituzione che fa riferimento al Ministero degli Interni potrebbe essere costretta ad abbandonare i servizi di telefonia di Telecom Italia e Tim. Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di Fastweb inerente alla convenzione stipulata a dicembre tra l'incumbent e il Ministero. Si trattava del rinnovo di un contratto che dal lontano 2001 consente la fornitura esclusiva di servizi di telefonia, videosorveglianza e braccialetti elettronici. Si parla di un appalto che supera i 500 milioni di euro.

Il problema è che l'assegnazione è avvenuta senza gara, poiché secondo il Viminale il cambio di fornitore avrebbe obbligato alla divulgazione di informazioni riservate. Il TAR del Lazio non ha accettato questo tipo di difesa e accolto le rimostranze di Fastweb, sottolineando i numerosi vizi della procedura negoziata. Per altro l'Unione Europea prevede anche la possibilità di segmentare gli appalti in lotti, ma anche questa opzione non è stata prevista.

Il Ministero degli Interni

"Esse (le ragioni tecniche, NdR.) potrebbero comprendere, ad esempio, l'impossibilità rigorosamente tecnica che un candidato diverso dall'operatore economico selezionato consegua gli scopi richiesti o la necessità di utilizzare conoscenze, strumenti o mezzi specifici di cui solo un unico operatore dispone. Si può trattare, ad esempio, di modifiche o riconfigurazioni di materiale particolarmente complesso", ha ricordato il collegio del TAR. Ma purtroppo nessuna di queste indicazioni è stata fornita dal Viminale.

Infine come non rilevare "la cronologia dei fatti che hanno caratterizzato la vicenda oggetto di causa": il 15 dicembre il Ministero ha ricevuto la nota Telecom che indicava l'imminente scadenza (il 31 dicembre 2011) dei rapporti, il giorno stesso ha adottato la "Determinazione per l'individuazione di Telecom Italia s.p.a. quale partner tecnologico e fornitore". Un'efficienza a dir poco encomiabile, certamente non sfuggita ai giudici.

Ecco quindi la decisione di annullare la convenzione e obbligare il Ministero ha organizzare una gara per assegnare i servizi. In ogni caso per motivazioni di carattere tecnico e per "non interrompere i delicati servizi oggetto di affidamento e di prevedere tempi adeguati per garantire una eventuale migrazione degli stessi ad altro fornitore" Telecom Italia continuerà a essere l'unico fornitore fino al 31 dicembre 2013.