Toshiba, meno chip per rimettere i conti in ordine?

Toshiba sarebbe pronta a disfarsi di parte dei propri asset legati alla progettazione e produzione di chip per rimettere in ordine i conti dopo lo scandalo contabile del luglio scorso.

Secondo fonti dell'agenzia di stampa Reuters Toshiba ha intenzione di vendere una parte del proprio business legato alla produzione di chip. L'azienda nipponica, finita nella bufera lo scorso luglio dopo uno scandalo contabile da 1,3 miliardi di dollari, sta vagliando diverse iniziative per rimettere i conti in ordine.

Tre fonti a conoscenza dei fatti hanno confidato a Reuters che Toshiba ha iniziato a raccogliere offerte, con un primo interesse da parte di Development Bank of Japan Inc. Quest'ultima è una banca statale nipponica che ha già investito in ambito tecnologico, precisamente in Seiko Holdings.

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La possibile vendita di asset legati ai chip dovrebbe escludere la produzione di memoria NAND Flash, riporta la fonte. Toshiba ha infatti piani d'investimento ben delineati ed è tra le principali forze del mercato.

Sul tavolo vi sarebbero le aziende del business "System LSI e and Discrete Semiconductor", le cui soluzioni sono ampiamente usate in automobili, elettrodomestici e macchine industriali. Si tratta di ambit in cui Toshiba ha fatturato di 330 miliardi di yen (2,78 miliardi) nell'anno conclusosi a marzo 2015.

L'azienda nipponica, tramite un portavoce, ha dichiarato a Reuters di non aver ancora preso una decisione sulla vendita di asset legati ai chip, mentre un portavoce della Development Bank of Japan non ha voluto commentare le voci di corridoio. Stando a Reuters l'obiettivo di Toshiba è disfarsi delle operazioni definite "non core" e focalizzarsi su nucleare ed energia in generale, mantenendo tuttavia il business dell'archiviazione.

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