Windows Phone migliore per gli sviluppatori, più guadagni

La piattaforma Microsoft è quella meno diffusa e con meno applicazioni disponibili, ma proprio questi aspetti sono quelli che favoriscono i pochi sviluppatori che hanno deciso di investirci. Il fatturato mensile medio è più alto rispetto a iOS, e più del doppio rispetto ad Android.

Programmare per Windows Phone e Windows 10 Mobile conviene. Stando a una recente ricerca infatti chi lavora sulla piattaforma Microsoft guadagna il doppio rispetto ad Android e di più anche rispetto a iOS. Lo sostiene il rapporto 2016 di InMobi sullo stato degli sviluppatori di applicazioni mobile, basato su interviste fatte a 1000 sviluppatori in tutto il mondo.  

Stando ai dati Windows Phone continua a essere una piattaforma di nicchia, che richiama solo il 21% degli sviluppatori, contro il 57% di iOS e l'86% di Android. Mediamente però chi sviluppa su WP guadagna 11.400 dollari al mese, più del doppio dei 4.900 che si guadagnano con Android e più degli 8.100 dollari che si ottengono da iOS. La maggior parte degli sviluppatori, in ogni caso, guadagna meno di 1000 dollari al mese dalla propria attività.

inmobi report 2016 app developers
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Se i grandi studi fanno sempre la parte del leone, quasi la metà (49%) degli sviluppatori WP afferma di guadagnare più di 10.000 dollari al mese. Nel caso di iOS è il 53%, e per Android il 45%. Il 28% degli sviluppatori crede inoltre che su Windows Phone ci sia ancora margine di crescita (75% per Android, 61% per iOS).

È un risultato che coglie di sorpresa, ma che InMobi spiega in modo credibile:

"Dato che Windows ha solo un pubblico di nicchia, l'app store non è frammentato come quelli di Android e iOS. Di conseguenza è più facile trovare le applicazioni e la concorrenza tra le app è molto inferiore. Gli sviluppatori del Windows App Store (sic) sembrano godere di un fatturato mensile più alto".

Vale la pena notare che in questo caso il termine "frammentazione" è usato per indicare il gran numero di applicazioni presenti sugli store di Apple e Google. Rendere visibile il proprio prodotto è particolarmente difficile, ma il termine non ha nulla a che fare con il fenomeno della frammentazione di Android, di cui si è parlato in altri contesti.

imobi app 2016 discoverability
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A dimostrazione di tale realtà c'è il fatto che per il 49% degli intervistati il problema più rilevante è proprio la discoverability, cioè proprio la facilità di trovare una nuova app. Seguono l'acquisizione degli utenti "giusti" (36%) e l'identificazione del giusto modello finanziario (29%). Quello più diffuso sono le pubblicità (63%), seguito dagli acquisti in-app (33%) e dall'applicazione a pagamento (20%).

In altre parole, su Windows Phone si guadagna di più proprio perché sono meno gli sviluppatori (e il numero di app) a dividersi la torta. Quello che è sempre stato letto come un problema per Microsoft rivela così un inatteso risvolto positivo.

Quanto agli altri dati svelati dall'analisi di InMobi, il documento conferma una netta maggioranza di uomini nel mondo degli sviluppatori: la percentuale è sempre superiore al 90% tranne che in America del Nord, dove si ferma all'83%. L'età media degli sviluppatori va invece da 31 a 35 anni.

Nel 47% dei casi si tratta di singoli sviluppatori indipendenti, e nel 33% dei casi di aziende con cinque dipendenti al massimo. Le società con più di venti dipendenti sono invece poco più dell'8%. I videogiochi (41%) e l'intrattenimento (32%) sono ancora le categorie che richiamano maggior interesse. 

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