10 Mbps minimi imposti per legge dal 2020, nel Regno Unito

Tutti i cittadini e le imprese inglesi a partire dal 2020 avranno il diritto di accedere a servizi di connettività Internet da almeno 10 Mbps in download, a prescindere da dove risiedano.

Questa è la nuova indicazione del Governo che sarà inserita nell'Universal Service Obligation (USO), il regolamento per i servizi universali del Regno Unito.

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Si tratta di una piccola rivoluzione e un buon esempio a cui anche l'Italia potrebbe ispirarsi. Di fatto l'ente regolatore OFCOM ha suggerito al Governo che per una famiglia media la soglia dei 10 Mbps è quella minima per gestire ogni tipo di servizio online. Da rilevare che storicamente l'Unione Europea ha sempre considerato i 2 Mbps come velocità minima, ma con l'obiettivo 2020 questo parametro è fissato in 30 Mbps.

La grande novità comunque è che il Governo del Regno Unito abbia deciso di procedere per via legislativa grazie anche ai poteri previsti dal Digital Economy Act 2017. Bisognerà comunque attendere il 2018 per un regolamentazione specifica.

E dire che British Telecom, l'ex-monopolista, aveva proposto un impegno in tal senso, ma OFCOM sostiene che non fosse adeguatamente forte per non tirare in ballo l'USO. "Il governo crede che solo un USO regolamentare offra sufficiente certezza e applicabilità legale per assicurare accessi broadband ad alta velocità per tutti nel Regno Unito dal 2020", si legge nella nota del Ministero per la Cultura e il Digitale del Regno unito. "Comunque accogliamo con favore i continui investimenti di BT per fornire il broadband in tutti i luoghi del paese".

Fra i vantaggi di questa indicazione OFCOM sottolinea una velocità minima più alta per tutti, un conseguente maggiore impegno per lo sviluppo delle reti nelle aree più remote e soglie di costo regolamentate come avviene oggi per la linea telefonica di base.

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