Il 5G decolla, approvato il bando di gara per le frequenze

È stato approvato il bando di gara per le frequenze del 5G con il relativo disciplinare. Lo ha annunciato il ministro Luigi Di Maio sul portale del Ministero dello Sviluppo Economico. Un passaggio di primaria importanza verso l'adozione, su larga scala, del nuovo standard di rete. Adesso si apre la partita tra le imprese che, entro il 2 agosto, dovranno presentare la domanda di partecipazione.

Attraverso l'asta di assegnazione, verranno messi in gara un totale di 1.275 MHz di spettro in tre bande distinte: 1.000 MHz in quella a 26 GHz, 200 MHz in quella a 3,7 GHz, 75 MHz in quella a 700 MHz. 10 giorni dopo il termine di presentazione delle domande, il Ministero comunicherà l'ammissione o l'esclusione dalla procedura.

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Successivamente, entro il 10 settembre, le imprese ammesse dovranno presentare la propria offerta economica in relazione agli importi minimi previsti dal bando di gara. In tal senso, si va dai 32,6 ai 676 milioni di euro a seconda del lotto preso in esame. Insomma, la macchina che porterà alla diffusione del 5G è stata ormai messa definitivamente in moto.

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"Inizia oggi una nuova tappa del percorso che porterà l'Italia a dotarsi di una tecnologia innovativa, la rete 5G, che non è semplicemente un'evoluzione del 4G, ma è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico. La connessione sarà sempre più veloce e alla portata di tutti, coerentemente con gli obiettivi della Next Generation Mobile Networks Alliance, l'associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile", ha dichiarato il ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche Sociali, Luigi Di Maio.

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Il Ministro Luigi Di Maio

Si va dunque verso una soluzione positiva per quanto riguarda il problema italiano delle frequenze per il 5G, di cui abbiamo avuto modo di parlarvi in un nostro precedente articolo. Rimane in piedi la criticità legata alla banda 700 MHz, occupata in gran parte dalle televisioni del digitale terrestre. Non a caso, nel bando di gara, sarà quella meno utilizzata.

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Una situazione che va comunque di pari passo con l'obbligo, per i televisori in vendita dal 1 gennaio 2017, di essere equipaggiati con un sintonizzatore DVB-T2 con HEVC. La combinazione, adottata su larga scala, permetterà di ottenere un più efficiente utilizzo dello spettro di frequenze.

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"Le differenze tra il 4G e il 5G vanno al di là della maggiore velocità e si traducono, come già anticipato, in un più elevato numero di dispositivi connessi simultaneamente, in una più elevata efficienza spettrale di sistema (volume di dati per unità di area), un più basso consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione in porzioni più grandi dell'area di copertura, latenze inferiori, un più elevato numero di dispositivi supportati, costi più bassi per l'installazione delle infrastrutture, una più elevata versatilità e scalabilità e, infine, una più elevata affidabilità delle comunicazioni", ha chiarito il ministro Di Maio.

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