5G per l'utenza consumer? Difficile prima di 5 anni

"Non vedo alcun utilizzo della 5G per l'utente finale nei prossimi cinque anni", ha dichiarato Christoph Vilanek, AD dell'operatore mobile tedesco Freenet al mensile finanziario Capital. Le parole del dirigente non sono da sottovalutare perché oggi Freenet è uno degli operatori alternativi di riferimento del mercato nazionale con 12 milioni di clienti e una share del 12,1%.

Certamente non può rappresentare l'indirizzo dell'intero panorama industriale europeo, ma il tema della 5G in ambito consumer è davvero delicato e spesso dato per scontato. Ad oggi si parla di un lancio nel 2020, ma tutti gli operatori comunitari - anche italiani - stanno investendo soprattutto sul fronte business e industriale. I settori di elezione in questa fase sono l'Internet of Things, l'automotive, l'industria 4.0, la logistica, telemedicina, etc.

5G

La questione consumer invece è fumosa. "Nessuno ha bisogno di effettuare chiamate", ha sottolineato Vilanek, "Anche lo streaming video va su 3G o 4G". Inoltre "la 5G sarà infinitamente più costosa, nessuno sa come rifinanziare".

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Non a caso il governo federale sta valutando l'opportunità di collegare le licenze per le frequenze 5G all'obbligo di espandere la rete, ma gli operatori hanno timore che gli investimenti potrebbero essere troppo pesanti.

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Insomma, non bisognerà farsi troppe illusioni sulla 5G. Anche in Italia non è scontata la disponibilità di servizi consumer nella prima fase. E nel caso, si assisterà a una copertura a macchia di leopardo con tariffe probabilmente proibitive. D'altronde un servizio 4G (LTE Advanced) di ultimissima generazione con carrier aggregation già oggi offre un massimo teorico di 700 Mbps in download e 130 Mbps in upload, senza contare la prospettiva futura di arrivare a 1 Gbps (LTE Cat. 16).

Quindi va bene pensare alla 5G come una rivoluzione per il settore, ma non facciamoci illusioni sulla tempistica e le applicazioni consumer.

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