5G: la nostra prova sul campo, potenzialità infinite

Abbiamo visitato virtualmente Matera grazie ad una connessione 5G. È il cosìdetto turismo digitale, uno degli "use case" del progetto Bari-Matera 5G, portato avanti da TIM, Fastweb e Huawei e che coinvolge 52 partner tra aziende private, Istituzioni pubbliche e startup. Un piccolo saggio di quello che sarà il nuovo standard di rete mobile, che già mostra potenzialità impensabili fino a qualche anno fa.

Al fine di poter strutturare la demo di prova per la visita virtuale di Matera, è stata realizzata una catena 5G prototipale end-to-end, partendo dalla core virtualizzata fino ad arrivare ai terminali-chipset. L'antenna attiva, sviluppata da Huawei, supporta alcune delle funzionalità offerte dal nuovo standard di rete, come il Massive MIMO, l'ampiezza di canale da 100 MHz, il frame di 1ms. Tutto è stato veicolato attraverso il dispositivo che vedete ritratto nell'immagine sottostante.

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Dispositivo 5G Huawei

Lato utente, il terminale con cui ci si ritrova ad interfacciarsi è l'Oculus Rift, che occorre indossare per avere accesso alla visita virtuale. La scelta di utilizzare un visore di natura commerciale, anziché uno sviluppato ad-hoc, rappresenta un punto di forza per il progetto. La logica infatti è quella di poter rendere accessibili a tutti, in futuro, gli "use case" del 5G, così da favorirne la diffusione e la fruizione.

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Una volta indossato l'Oculus Rift, ci siamo ritrovati proiettati in una visione aerea della città di Matera, esplorabile servendosi dei controller manuali del visore. La prima sensazione è stata quella di essere di fronte ad uno scenario reale piuttosto che uno riprodotto in maniera virtuale come avviene, ad esempio, con i classici contenuti a 360° già visti in altre applicazioni.

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Come ci è stato spiegato da Gianni Guglielmi, Responsabile Comitato Use Cases Bari-Matera 5G - Services Innovation TIM, per poter realizzare questa demo, sono stati eseguiti dei rilievi a Matera utilizzando le tecniche di laser scan e di fotogrammetria. Una tecnica dunque enormemente più complessa e dettagliata rispetto ai classici contenuti di realtà virtuale, che si percepisce nettamente una volta iniziata l'esperienza.

Nel corso della nostra visita virtuale siamo stati affiancati da un addetto TIM collegato in tempo reale direttamente da Matera, visualizzato all'interno della demo sotto forma di avatar. Si tratta di una delle peculiarità offerte dalle capacità tecniche della rete 5G, che consentirà di poter vivere queste esperienze guidati da una vera e propria guida turistica in remoto (o magari insieme ad altre persone).

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I luoghi di interesse visitabili erano segnalati sulla mappa aerea con appositi marker. Bastava puntare il controller dell'Oculus Rift, fare un doppio click e ritrovarsi ad esplorare alcune delle chiesi rupestri di Matera tra cui la Cripta del Peccato Originale, la Chiesa di S. Maria degli Angeli e il complesso Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. Tutto senza alcun rallentamento, esattamente come se si stesse visitando questi posti dal vivo.

La cosa che personalmente mi ha maggiormente stupito è il livello di dettaglio dell'esperienza. Ad esempio, era possibile prendere virtualmente tra le mani una piccola anfora che davvero è presente in una delle chiese rupestri, oppure utilizzare una torcia per poter illuminare una parete e godere a pieno di uno dei tanti affreschi. Difficile poter raccontare le sensazioni con le parole, ed il video che abbiamo inserito nell'articolo vi aiuterà certamente a comprendere meglio.

Non abbiamo avuto a disposizione i dati specifici della connessione 5G utilizzata per la demo. Gianni Guglielmi ci ha comunque spiegato come, in questo genere di esperienze, sia determinante la bassa latenza garantita dal nuovo standard di rete che consente, ad esempio, di impugnare virtualmente una torcia e accenderla senza che ci siano ritardi di sorta. Un aspetto fondamentale per restituire una sensazione quanto più possibile vicina alla realtà.

A tutto questo va ovviamente aggiunta l'elevatissima velocità di download offerta dal 5G. Nel caso specifico, parliamo di immagini da decine di gigabyte che devono essere scaricate praticamente in tempo reale al fine di consentire all'utente di voltare fisicamente la testa per poter esplorare una chiesa e trovarsi difronte, ad esempio, una parete che sia già stata perfettamente caricata dal sistema.

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Il turismo digitale possiede certamente le potenzialità per poter rivoluzionare il settore. Pensiamo ai portatori di handicap motori, che spesso si vedono negate le visite ad alcuni musei a causa della difficoltà di poterli raggiungere e muoversi all'interno di essi. Oppure ad alcuni luoghi di interesse che, per questioni economiche, vengono aperti al pubblico una manciata di giorni l'anno, e che invece con il sistema virtuale potrebbero essere visitati quotidianamente.

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Questo "use case" potrebbe inoltre essere applicato anche al di fuori del turismo digitale in senso stretto. Immaginiamo la navigazione satellitare fruita attraverso un sistema del genere, oppure la navigazione web, o ancora le riunioni, i corsi di formazione, alcune forme di riabilitazione. Insomma, potenzialità davvero infinite.

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Il 5G rappresenta un salto generazionale molto più grande di quello che ha caratterizzato il passaggio da 3G a 4G. Si tratta di un concetto ribadito più volte da Saverio Orlando, Responsabile Technology di TIM, con cui abbiamo avuto modo di confrontarci in occasione della conferenza svoltasi a Bari nel corso della quale sono stati appunto presentate le prime applicazioni concrete del nuovo standard di rete.

Un concetto che abbiamo compreso meglio avendo potuto testare in presa diretta le potenzialità del 5G. C'è ancora strada fare, ma negli ultimi mesi sono stati compiuti passi molto importanti. A fine 2018 il 75% della popolazione di Bari e Matera sarà coperta dalla nuova rete, e la rivoluzione che darà avvio al fenomeno dell'Internet of Things potrà ufficialmente partire.


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