Addio al papà del CD, disco che rivoluzionò il mondo

C'è stato un prima e un dopo l'avvento del Compact Disc, chi ha più di 40 anni lo ricorderà perfettamente. Prima c'erano le videocassette VHS per i film, le audiocassette o i vinili per la musica e i floppy o gli zip per l'archiviazione. Poi ci furono solo gli affascinanti dischi metallici, capienti, pratici, veloci e comodi da trasportare. L'autore di questa rivoluzione tecnologica, Heitaro Nakajima, si è purtroppo spento nei giorni scorsi all'età di 96 anni, anche se la stampa ha dato notizia dell'accaduto solo oggi.

Laureatosi in ingegneria elettronica nel 1944, durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale, lavorò poi per quasi 30 anni per la NHK, come dirigente della divisione di ricerca acustica del servizio pubblico radiotelevisivo nipponico. Nel 1971 passa poi alla Sony ma l'anno cruciale è il 1975: è allora infatti che inizia a lavorare al progetto Compact Disc, portandolo infine in porto.

nakajima 638x425

Quest'ultimo in realtà aveva avuto inizio già da qualche tempo nel mondo della telefonia, cercando un sistema efficiente di moltiplicazione delle informazioni, attraverso la digitalizzazione dei segnali. L'applicazione congiunta del sistema numerico binario, del policarbonato e del laser avrebbe poi dato vita al CD così come lo conosciamo.

Inizialmente la ricerca fu condotta da una joint venture tra Philips e DuPont, forte della propria esperienza proprio nel policarbonato che aveva inventato nel 1928. Gli studi preliminari rivelarono subito le enormi potenzialità del CD, che poteva contenere oltre 600 MB di dati ma la cosa anziché esaltare i manager della DuPont li demotivò: all'epoca c'erano hard disk da 20 MB e memorie che andavano da 64 KB a 4 MB. Il CD quindi sembrò non avere grandi applicazioni pratiche e poi i costi della ricerca erano elevatissimi. DuPont quindi preferì ritirarsi dalla joint venture e Philips si rivolse così proprio a Sony, che in quegli stessi anni stava sperimentando indipendentemente la tecnologia per realizzare dischi ottici digitali. Benché dunque la paternità del CD vada riconosciuta anche a DuPont, la progettazione del CD nella sua configurazione definitiva risale al 1979 ed è frutto appunto della collaborazione con Sony, sotto la guida sicura di Nakajima.

Il resto è storia. Il 17 agosto 1982 infatti Philips produsse il primo CD per utilizzo commerciale: La Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss diretta da Herbert Von Karajan con la Berliner Philharmoniker. Per quanto riguarda il mondo del Pop invece il primo album musicale ad essere stampato su CD fu The Visitors degli ABBA, ma sul mercato arrivò per primo 52nd Street di Billy Joel, che fu commercializzato il 1º ottobre 1982 in Giappone, insieme al primo lettore per CD. Oggi tutti noi utilizziamo CD, DVD o Blu-ray, ma senza quel primo dischetto dorato nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.

C 2 articolo 3111914 upiImagepp

E ora che non c'è più, ci piace immaginarlo a parlare con Von Karajan della qualità musicale di quella prima registrazione, resa possibile dal lavoro di un ingegnere elettronico laureatosi a Tokyo, prima dell'esplosione della prima bomba atomica.

Pubblicità

AREE TEMATICHE