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12 cose che (forse) non sapevi sui mattoncini Lego

Pagina 1: 12 cose che (forse) non sapevi sui mattoncini Lego

Che siate dei bambini oggi, o che lo siate stati ieri, è impossibile che non abbiate giocato con i Lego, i popolarissimi mattoncini di plastica di origine danese che da quasi un secolo sono diventati uno dei principali paradigmi del divertimento.

I Lego, nati con lo scopo di far divertire i bambini, sono oggi appannaggio anche dei più grandicelli, nonché degli adulti, che si divertono a collezionare, inventare, innovare, quello che è un sistema di gioco che non ha subito alcuna modifica sin dal lontano 1958, ovvero dal momento in cui il moderno mattoncino di plastica fu coniato.

Visto che oggi è il 10 di agosto, e ricorre l'anniversario della fondazione del marchio Lego, abbiamo deciso di solleticare la vostra curiosità con una serie di curiosità sulla popolarissima azienda europea, approfittarne per offrirvi un po' di storia sull'eccezionale brand di giocattoli, ed abbiamo deciso di farlo attraverso una lista di curiosità che vi racconti, in modo leggero, quella che è altrimenti una storia lunga e molto, ma molto, complessa

Giocattoli di legno

Prima ancora che il mattoncino fosse inventato, il suo ideatore, Ole Kirk Kristiansen, era un semplice falegname. Aperta una bottega in quel di Billund (Danimarca) nel 1916, Kristiansen si occupava prettamente di arredamenti e ristrutturazioni.

Purtroppo, questa attività subì un drastico arresto quando, in seguito ad un incidente causato da suo figlio, la bottega prese completamente fuoco. Kristiansen aprì una seconda attività e decise quindi di investire in suppellettili vari, e in seconda istanza in giocattoli di legno.

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Scomponibili

Ole e suo figlio Godtfred cominciarono quindi a sviluppare dei nuovi giocattoli assemblabili in legno, il cui primo esempio fu un camioncino. Questo giocattolo poteva essere smontato e rimontato, essendo composto di blocchi ad incastro di diverse dimensioni.

Da lì ai mattoncini di plastica fu quasi un attimo, e nel 1949 nacquero gli "Automatic Binding Bricks", ispirati ad un precedente tentativo di sviluppare giocattoli a blocchetti ma in legno.

La rivoluzione fu la creazione degli incastri, che davano ai mattoncini di plastica resistenza, ma anche leggerezza e la capacità di legarsi stabilmente senza problemi.

Il mattoncino perfetto

Tuttavia le possibilità di incastro erano poche, ed anche il numero di forme e dimensioni messe in commercio non era sufficiente a decretarne il successo.

Si dovette attendere il il 1958 affinché la rivoluzione fosse completa.

In quell'anno, infatti, fu brevettato il mattoncino Lego così come lo conosciamo oggi, il cui design non è stato mai modificato!

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"Lego"

Dici Lego, ok, ma che cosa significa?

La parola Lego fu ufficializzata il 10 agosto del 1934, quando Ole Kristiansen decise di chiamare la divisione giocattoli della sua piccola azienda "Lego".

I primi mattoncini, infatti, non presero il nome di Lego, e questo fu associato a tutti i giocattoli prodotti dalla società.

Quando nel 1953 i mattoncini furono ribattezzati "Mursten", ossia "mattoni", la parola Lego vi era associata solo come marchio, a differenza dei tempi odierni in cui "Lego" è sinonimo di ogni prodotto dell'omonima società.

La parola significa, letteralmente "gioca bene", ed è ottenuta dalla combinazione delle parole "leg godt". Per una coincidenza "lego" coincide anche con il verbo latino "legere" che tra le varie traduzioni può avere anche quella di "mettere insieme", che pensando al senso dei mattoncini parrebbe calzare a pennello.

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Pacifisti

Una strategia fondamentale di Lego, soprattutto per far fronte all'espansione sul mercato americano, fu quella di assumere un'immagine apertamente pacifista.

Lego arrivò in America verso gli inizi degli anni '60, sotto il marchio di Samsonite (sì, quelli delle valigie), ma dopo il fallimento di questa nel vendere i giocattoli ai bambini, si riappropriò del suo marchio solo nel 1970.

Erano questi gli anni della guerra in Vietnam, ed il sentimento pacifista era molto forte in tutti gli Stati Uniti. Ecco perché si decise che Lego non avrebbe mai prodotto set che richiamassero apertamente alla guerra. Niente carrarmati, né armi, né cingolati.

Col tempo, ovviamente, questa regola è venuta un po' meno. 

Sepolti nel cemento

Ad un certo punto i mattoncini divennero così popolari, che Lego cominciò a scontrarsi con un problema non da poco: la contraffazione.

Per ovviare a questo problema, e nel timore che qualcuno potesse trafugare gli stampi originali, Lego decise di seppellire nel cemento tutti gli stampi che, per un motivo o per un altro, non erano utilizzati.

Il luogo era ovviamente nei pressi della fabbrica, affinché a nessuno venisse in mente di trafugarli nonostante la copertura di cemento che veniva riversata sugli stessi.


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