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1,3 milioni di famiglie italiane senza connessione Internet e 551mila con meno di 2 Mbps

Le famiglie italiane prive di connessioni a banda larga sono 1,3 milioni, mentre quelle con un servizio minimo inferiore ai 2 Mbps circa 551mila. È questo uno dei tanti segnali del ritardo italiano sul fronte digitale. L’ultimo aggiornamento (19 ottobre) della piattaforma Brodband Map dell’AGCOM, in Dashboard, fotografa una situazione complessa, ma almeno si ha prontezza di dati ufficiali – comunicati dagli operatori, vagliati dal Garante e in alcuni casi corretti grazie alle segnalazioni dei cittadini.

La popolazione italiana secondo l’ISTAT è di 59,4 milioni di unità, mentre il numero di famiglie è di 24,6 milioni e quello dei comuni è di 7.998. Ebbene, il 94,6% risulta raggiunto da servizi broadband: le famiglie che dispongono di servizi da almeno 30 Mbps sono il 63,2% mentre quelle con servizi oltre i 100 Mbps sono il 29,8%. L’indicazione prestazionale non è quella nominale fornita dagli operatori in sede di offerta, bensì una stima frutto dell’analisi di più parametri come ad esempio la rete disponibile, la distanza dei cabinet, etc.

Analizzando l’intero paniere si rileva che in Italia solo il 10,9% delle famiglie dispone di servizi con prestazioni comprese tra 500 Mbps e 1 Gbps. Quelli con servizi tra 100 e 500 Mbps sono il 18,9%, mentre la maggior parte (33,4%) viaggia tra i 30 e 100 Mbps. Infine il 29,1% è accreditato di 2-30 Mbps.

Una novità di Broadband Map è legata ai comuni che hanno registrato dal 15 giugno 2019 il maggior incremento del numero di famiglie servite con velocità di almeno 30 Mbps. Fra le grandi – superiori a 100mila abitanti – svettano Trieste (+4%), Firenze (+4%) e Giugliano (3%). Le variazioni più eclatanti si sono registrate a Visciano (+97%), Dresano (+91%), Guglionesi (86%) e Origgio (85%). Insomma dati positivi dal nord al sud.

Un dettaglio da non sottovalutare nell’approcciare i dati offerti da AGCOM è che attualmente vi sono due metodologie per l’identificazione della copertura. Da una parte quella che opera “per aggregazione a partire dalle aree delle sezioni censuarie Istat”, dall’altra quella puntuale che analizza lo stato di connettività di ogni singolo punto. Lo studio europeo DESI ha storicamente adottato la prima, ma l’orientamento è quello di passare alla seconda – dove l’AGCOM è all’avanguardia. Ad ogni modo sul sito Broadband Map gli scostamenti fra le varie tabelle appaiono minimi e non mettono in discussione la sostanza dello scenario.

Infine, una nota di merito per aver accolto le richieste dei migliaia di utenti che usano il servizio: non solo il sito e la app Android sono più intuitivi, ma l’aggiornamento dati è stato accelerato. L’ultimo database complessivo risale a giugno 2018, ma quello TIM avrà cadenza settimanale. La prospettiva è che tutti gli operatori forniscano i dati con maggiore celerità come l’ex-monopolista – che comunque continua ad avere maggiori obblighi di trasparenza.