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Spazio e Scienze

20.000 leghe sotto i mari, riscoprite la Meraviglia

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Forse il più famoso tra i romanzi di Verne, 20.000 Leghe sotto i Mari oggi può risultare difficile da leggere. Ma chi saprà superarne gli ostacoli ritroverà un romanzo avvincente che è stato tra i primi titoli di Fantascienza, se non il primo in assoluto.
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Quando Verne scrisse questo romanzo di certo non aveva intenzione di scrivere un romanzo di fantascienza, se non altro perché all'epoca questo genere narrativo non esisteva. Verne scriveva e amava i romanzi di avventura, ma fu proprio lui l'inconsapevole pioniere del genere che preferiamo. 20.000 leghe sotto i mari, insieme a Dalla Terra alla Luna, sono infatti spesso citati come le prime opere fantascientifiche della storia.

Trama e ambientazione

In 20.000 leghe sotto i mari ritroviamo, in ogni caso, prima di tutto un romanzo di avventura. All'inizio del libro scopriamo che alcuni incidenti navali hanno fatto sospettare l'esistenza di un mostro marino, si ritiene un narvalo gigantesco, che ha danneggiato o affondato più di un bastimento. Tuttavia mancano certezze sulla natura di questo mostro, e per alcuni si tratta semplicemente di navi andate a sbattere contro le rocce. Tant'è che il primo capitolo è intitolato Uno scoglio che scappa. Siamo nel 1866.

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Verne descrive le accese polemiche tra chi crede alla teoria del mostro marino e chi la rifiuta, un dibattito che rievoca in modo bizzarro alcune discussioni che si possono leggere online oggigiorno e che si protrae per diversi mesi. Una tensione irrisolta, un esplosivo costantemente sul punto di brillare. Così che a un certo punto la marina statunitense decide di mandare la Abraham Lincoln, una nave ben attrezzata e comandata dal comandante Farragut, profondamento convinto che il mostro esista.

Ci credeva come certe donnette credono al Leviatano: con la fede, non con la ragione. […] O il comandante Farragut avrebbe ucciso il narvalo, o il narvalo avrebbe ucciso il comandante Farragut: da lì non si scappava.

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A bordo della moderna fregata troviamo anche il protagonista del romanzo, Pierre Aronnax. Si tratta di un noto naturalista francese che ha sposato con difficoltà la tesi del mostro. È stato invitato a bordo della Lincoln per dare testimonianza dei fatti e consulenza scientifica. Arronax è la voce narrante, giacché 20.000 leghe sotto i mari è impostato come il suo diario personale. Insieme a lui il fedele Consiglio, lacchè fedele con una passione per la classificazione di pianti e animali – una passione che un lettore moderno finisce per detestare.

Aveva trent'anni, e la sua età stava a quella del padrone come quindici sta a venti. Spero scuserete il modo col quale voglio dire che io ne avevo quaranta.

Il bastimento ospita anche il canadese Ned Land, proprio quel tipo d'uomo che ti aspetti in un romanzo d'avventura del XIX secolo. Ned ha un fisico possente, una folta barba da marinaio e convinzioni incrollabili opposte a quelle del comandante. Ha visto e colpito decine di cetacei, e per lui non può esistere il mostro di cui si chiacchiera. Per lui è una questione di esperienza e di dignità personale, un obbligo che deriva dalla sua stessa professione. Ecco come lui stesso descrive le sue convinzioni.

Che il volgo creda alle comete straordinarie che attraversano lo spazio, o all'esistenza di mostri antidiluviani che stanno al centro della terra, passi: ma né astronomi, né geologi possono ammettere certe chimere. Lo stesso è per il baleniere.

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In ogni caso la Abrahm Lincoln viaggerà diversi mesi prima di trovare la sua preda. Anzi, l'incontro sarà fortuito e avverò proprio quando le speranze erano ormai perse e l'equipaggio aveva persuaso il comandante a un inglorioso ritorno. Siamo nel luglio 1867.

Un misterioso bagliore che sembra muoversi sottacqua, la lancia di Ned Land che colpisce un corpo scuro senza che si ottenga alcun risultato, una lotta senza quartiere tra la fregata e il mostro. E il trio di protagonisti si ritrova a mollo, apparentemente condannato ad affogare in acque giapponesi. Ed è in questo momento, dopo un'introduzione decisamente troppo lunga per gli standard odierni, che fanno finalmente la loro comparsa il capitano Nemo e il suo Nautilus.

Non si poteva più dubitare: l'animale, il mostro, il fenomeno di natura che aveva fatto scervellare l'intera classe erudita, che aveva sconvolto e fuorviato l'immaginazione dei marinai de due mondi, bisognava riconoscere che era un fenomeno ancora più sbalorditivo, un fenomeno dovuto alla mano dell'uomo.

I tre naufraghi vengono raccolti e salgono a bordo di una macchina impossibile. Il Nautilus è un sottomarino lungo circa 60 metri con la forma di un grande pesce metallico. Frontalmente c'è un forte sperone, usato anche per colpire le navi. Al comando c'è il capitano Nemo, un uomo misterioso sin dal nome con cui si presenta – che significa nessuno. Fiducia in sé stesso, grande calma e coraggio sono qualità ovvie al primo sguardo, ci dice Aronnax, che tuttavia fatica a stabilirne l'età. Poteva aver da trentacinque a cinquantanni.

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L'equipaggio parla una lingua sconosciuta, ma questo è solo il primo elemento esotico. Gli abiti sono fatti di una stoffa mai vista prima, e bisogna capire come possa esistere il Nautilus e da dove prenda l'energia per muoversi sotto al mare.

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Passeranno molti mesi, durante i quali Aronnax, Consiglio e Land sono prigionieri del capitano Nemo. Hanno libertà di movimento ma non possono lasciare il Nautilus. Nemo non ha cattive intenzioni verso di loro, ma non vuole che tornino a terra per raccontare ciò che hanno visto. Quest'uomo ha scelto di isolarsi dalla civiltà, di vivere sotto il mare da lì inseguire il suo sogno. Nemo agogna un mondo nuovo abitato da uomini liberi, di una libertà creata dalla scienza e dalla tecnologia.

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Il resto del romanzo racconta le molte meraviglie di cui Aronnax e i suoi compagni saranno testimoni, e di come un po' alla volta il naturalista francese riesca a costruirsi un ritratto – sfocato – del capitano Nemo, del suo carattere, delle sue passioni e dei suoi scopi.  Verne immagina incredibili segreti sottomarini, avventure spaventose, mostri con cui combattere e monumenti da ammirare. Nuove forme di energia, creature terrorizzanti, viaggi ai limiti del mondo e oltre.

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Alla lunga, tuttavia, il desiderio di fuggire e tornare alla terra ferma diventerà insostenibile, ma trovare il modo e il momento di fuggire si rivelerà un'impresa praticamente sovrumana. E sarà proprio questo tentativo a chiudere il romanzo, e lasciamo al lettore il piacere di scoprire come se la sono cavata Pierre Aronnax, Consiglio e Ned Land.