Tecnologia

40 anni di minifigure Lego: storia di un mito

Le minifigure (o minifig) Lego, compiono la bellezza di quarant'anni. 

Dei Lego in sé, della loro evoluzione e della loro storia vi abbiamo però già parlato, attraverso 12 curiosità che, mai come oggi, val la pena rileggere. 

Oggi, invece, protagoniste assolute sono proprio le figure, comparse per la prima volta (come sono oggi) nel 1978, attraverso il leggendario set Castle. 

Un traguardo notevole per un giocattolo che, tra alti e bassi, è solidamente ancorato alla crescita ed alla cultura di buona parte del pianeta.

L'origine delle minifig va ripescata nel 1974, quando Lego cominciò a capire che i precedenti personaggi adottati per i suoi set (ovvero degli omini statici stampati in plastica creati per dare contesto ai vari set) non erano sufficienti allo sviluppo del brand.

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Il punto era il famoso "Sistema", ovvero la calibrazione delle misure che Lego adotta per rendere tutti i pezzi prodotti (salvo casi eccezionali, tipo i set Bionicle) compatibili a distanza di anni. 

Buona parte delle immagini contenute in questo articolo fanno parte degli archivi Lego, che l'azienda ha rilasciato proprio in questi giorni per celebrabre le sue minifig.

I personaggi fino ad allora utilizzati non erano compatibili con il sistema, non ne facevano affatto parte.

Lego decise quindi di compiere tentativi per adattare le misure dei personaggi a quelle dei set, cominciando a sperimentare nel 1974.

Nacquero così le "building figure", ovvero dei personaggi fuori scala composti da veri e propri blocchetti Lego, ma per quanto potessero anche risultare appetibili per il pubblico, questi erano semplicemente troppo grandi per i set. 

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Si cominciarono a creare gruppi di studio, per capire come potessero i personaggi impattare sul gradimento dei bambini.

Uno dei caratteri più riconoscibili dovuto al feedback dei gruppi, fu la tradizionale colorazione gialla dei personaggi, preferita dai bambini ad un più tradizonale rosa incarnato. 

Lego, per altro, fu ben felice di adottare un colore che fosse neutro, per dare la possibilità a tutti di identificarsi con i personaggi a prescindere dalla propria etnia.

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Purtroppo però Lego non ruscì subito a centrare l'obiettivo che si era preposta, ed anzi le prime figure create non parevano neanche compatibili con il succitato Sistema.

Erano più simili a delle action figure, e benché il risultato sperato fosse proprio quello di avere delle parti mobili, l'impossibilità di far interagire personaggi e set era ovviamente un cruccio non da poco.

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Nel '75 l'azienda pensò quindi a dei personaggi in scala. Il problema? Questi non avevano parti mobili, e non erano neanche definiti nelle loro componenti fondamentali (piedi, arti, visi espressivi).

Toccherà aspettare il 1978 affinché le cose cambino.

In quell'anno infatti, e precisamente il 28 Agosto, Lego mise in commercio un set che rivoluzionò il modo di giocare con i suoi mattoncini, uscendo per altro dai limiti che si era autoimposta nella creazione di set squisitamente dedicati agli ambienti cittadini.

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Il set Lego Castle, oggi considerato tra i più collezionabili in assoluto, fu infatti il primo a virare dall'ambientazione "City", ma anche il primo ad introdurre la moderna minifig, lì presente ovviamente sotto forma di cavalieri.

Da lì in poi il design delle minifig non è mai cambiato, ed anzi Lego non ha fatto altro che aumentare esponenzialmente la produzione che, specie dal lato accesori, può contare su di un gran numero di varianti.

La prima variazione sostanziale si è avuta, ad esempio, nel 1989, con l'introduzione della bellissima linea "Pirate", altro grande classico del brand.

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Qui furono introdotte per le minifig le espressioni facciali, che sino ad allora erano state identiche per tutti i personaggi del set.

Fino ad allora, infatti, i personaggi avevano un aspetto piuttosto essenziale, e sfoggiavano sorrisi anche in situazioni abbastanza anomale, come rapine, combattimenti o… infortuni.

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Non solo, le minifig da questo momento in poi cominciarono a perdere il loro aspetto generico, ed a guadagnare il supporto di tanti diversi gadget per dar loro contesto e carattere all'interno dei playset.

Se con la linea Space (ovvero una delle 3 originali insieme a Castle e City), le minifig ostentavano contare solo su pochi dettagli, come colorazioni diverse dei vestiti e qualche casco, con la linea Pirate si fecero largo tante novità come uncini al posto delle mani e gambe di legno.

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Con il tempo, le minifigures hanno cominciato a sviluppare sempre più caratteristiche che le rendessero, in qualche misura, uniche e inclusive.

Furono, ad esempio, introdotte colorazioni realistiche per le carnagioni (anno 2003, con la minifig dedicata a Lando Carlissian), che potessero rispondere adeguatamente all'utilizzo delle licenze esterne, o accessori che potessero risultare alla portata di tutti i bambini, come ad esempio sedie a rotelle.

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L'abbattimento delle barriere e degli stereotipi è sempre stato una prerogativa di Lego, che ha da sempre desiderato dare a tutti i bambini la possibilità di sognare allo stesso modo.

Ecco perché, ad esempio, nei set Lego possono esistere personaggi femminili in ruoli che, in certe culture, sarebbero riservati ai bambini di sesso opposto.

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Se una bambina vuole crescere col desiderio di essere un ninja, allora certamente esisterà una minifig con un ninja donna (ed esiste, nei vari set Ninjago). 

Questo perché Lego desidera offrire un gioco senza confini e al di là dello stereotipo etnico e sessuale, e le minifig sono il mezzo privilegiato di questo abbattimento delle barriere, complice il loro straordinario numero.

Dalle origini, in cui le minifig totali tra tutti i set erano circa 40, si è arrivati in 40 anni allo straordinario numero di ben 8000 pezzi diversi.

Per darvi un ordine di grandezza: se gli esseri umani si moltiplicassero alla stessa velocità, in 40 anni saremmo in circa 144 trilioni!

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Se prima, infatti, il rilascio dei nuovi set di minifig era strettamente veicolato all'uscita dei set, con l'arrivo di una apposita linea di pezzi singoli, Lego ha cominciato a vendere le minifig anche sfuse, e spesso persino riprendendo marchi su licenza, aumentando di molto la collezionabilità dei personaggi.

Non importa se desideriate essere un astronauta, un pirata, un ninja, un mago o un uomo in un costume da banana. Lì fuori, certamente, esiste una minifig perfetta per voi.

Un personaggio di plastica, dal volto giallo, poche parti mobili, che in appena 4 mattoncini di altezza è diventato la sintesi perfetta del divertimento: semplice, accessibile, colorato, per tutti.


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