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5G: 30% della popolazione coperta entro la fine del 2020, ma c’è un’incognita

La copertura 5G sarà assicurata entro la fine del 2020 a 30% popolazione italiana. È questa una delle previsioni cardine dell’ultima analisi di Ernst & Young. Buone notizie insomma, soprattutto se si considera che entro il 2023 verrà raggiunta quota 12 milioni di utenti attivi, con una copertura dell’85%. Tutto questo dovrebbe incrementare il PIL italiano dello 0,3%  in circa 15 anni: si parla insomma di 80 miliardi di euro.

Però non mancano diverse incognite, come sottolinea Il Sole 24 ore. La principale è legata alla gestione dei poteri speciali (Golden power) che condizioneranno le forniture delle apparecchiature. Com’è risaputo, recentemente, il Governo li ha potenziati e previsto un sistema di controlli che metterà in gioco anche una struttura ad hoc.

Un ritardo nello sviluppo della 5G impatterebbe nello stesso arco di tempo fino a 10 miliardi“, ha commentato Thomas Miao, AD di Huawei Italia, durante la presentazione dello studio E&Y. “L’azione del governo è ragionevole perché deve garantire la sicurezza del Paese. Noi crediamo fermamente che non ci sarà alcuna discriminazione nei nostri confronti o ogni decisione sul golden power sarà equa trasparente”.

Ernst & Young sostiene che un eventuale blocco delle forniture applicato a fornitori extra europei – e il riferimento è a Huawei e a ZTE – genererebbe un ritardo nello sviluppo della rete 5G di circa 12-18 mesi e di conseguenza una mancata crescita del PIL compresa tra 2,9 e 4,3 miliardi. Come se non bastasse, sempre secondo le stime della nota società di ricerca, gli operatori italiani sarebbero costretto a un esborso superiore compreso tra i 4 e i 5 miliardi di euro.

“Se lo sviluppo venisse compromesso, l’impatto non sarebbe solo a su Huawei ma su tutto l’ecosistema. Siamo sicuri che il governo prenderà la decisione giusta per tutto l’ecosistema allora. Huawei lavora in Italia da 15 anni. Quindici anni di investimenti e di sviluppo. E la nostra intenzione è quella di continuare a lavorare qui”.