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5G: si passerà dal Plug & Play al Plug & Think

5G, la tecnologia di trasmissione dati via etere che promette meraviglie, ma che un po’ tutti noi facciamo fatica a tradurre in benefici concreti. Di sicuro, nell’ambiente dei fornitori di servizi di telefonia mobile (per quanto obsoleta sia questa definizione), se ne parla molto e tutti dicono che sarà una rivoluzione, anche se poi sembrano mancare di argomenti quando gli si chiede effettivamente il perché.

Ken Hu è un rotating chairman di Huawei, cioè uno dei presidenti che cambia periodicamente al vertice dell'azienda cinese per portare prospettive sempre diverse nel modo di vedere il mercato.
Ken Hu, Huawei’s rotating chairman, ha invece le idee chiare e centra il bersaglio con un concetto molto semplice: “La vera rivoluzione” – dice – “è nel cambio di paradigma: adesso un qualsiasi oggetto è offline di default e bisogna metterlo online; quando il 5G sarà una realtà, qualsiasi oggetto sarà online per definizione e, al limite, bisognerà metterlo offline.”

Il grande beneficio del 5G, infatti, sta tutto nella flessibilità che ne caratterizza la rete. Il fatto che possa essere gestita distintamente per ogni connessione, spaziando da profili ultra low band a profili ad altissima velocità perché di connettere molti dispositivi senza sprecare risorse e, quindi, mantenendo prestazioni di alto livello.

Ma a che punto siamo con questa nuova tecnologia? “Le cose procedono” – dice sempre Hu – “molto speditamente. Solo Huawei ha già consegnato oltre 10mila stazioni radio 5G in Europa, Medio Oriente e Africa. Ben 164 operatori stanno testando le proprie reti 5G, coinvolgendo in totale 66 Paesi”.

Avere tutto online “di default” comporterà molti grattacapi per chi si occupa di sicurezza dei dispositivi, ma Hu è ottimista anche da questo punto di vista: “La tecnologia 5G è molto più robusta di quella 4G da un punto di vista della sicurezza e fornisce molte funzioni in più”.

Al momento, il 2025 è visto come l’anno della “maturità” del 5G, un momento in cui si prevede che ben il 40% della popolazione avrà accesso alla nuova tecnologia mobile. Ma cosa ci farà?

“L’avvento del 5G” – spiega Hu – “vedrà il cambiamento di un altro paradigma: si passerà dai dispositivi ‘Plug & Play’ a quelli ‘Plug & Think’”.

In altre parole, la disponibilità di connessioni a bassissima latenza permetterà di inviare nel cloud in tempi rapidissimi i dati che provengono dai dispositivi. In questo modo, i processi di machine learning di alto profilo saranno davvero alla portata di qualsiasi oggetto.

Per esempio, avremo telecamere in grado di innescare o reagire a particolari eventi in tempo reale e senza esser collegate a un computer perché l’elaborazione del contenuto grafico verrà fatto da supercomputer in cloud invece che in locale.

Si torna, quindi, al “le possibilità sono incredibili”, ma con qualche dato più concreto in mano. Qualche idea di quali saranno i reali benefici di questa tecnologia e dei suoi sviluppi che, effettivamente, potrebbero portare a grandi cambiamenti.