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AF Ibrido e ottiche STM

Pagina 3: AF Ibrido e ottiche STM

AF Ibrido e ottiche STM

Il sistema autofocus ibrido nasce come noto per superare il limite della lenta messa a fuoco a rilevazione di contrasto tipica delle reflex quando lavorano in modalità LiveView o durante la ripresa video.

Oltre a essere più lento, il metodo a rilevazione di contrasto non può misurare la distanza del soggetto, così procede per tentativi rilevando costantemente il contrasto dell'immagine per capire se la direzione di movimento è corretta o meno. Tipicamente, una volta raggiunta la corretta distanza di messa a fuoco, questa viene superata, poi la fotocamera torna leggermente sui suoi passi – è il cosiddetto fenomeno del "focheggiamento", particolarmente fastidioso nel girato video.

La EOS 700D con il nuovo 18-55mm STM.

La soluzione, adottata da Canon come da altri produttori, è quella di integrare un sistema AF a rilevazione di fase all'interno del sensore d'immagine principale. Tale sistema AF "integrato", che copre grossomodo l'area contenuta all'interno dei punti AF "classici", viene usato in prima battuta per individuare la distanza dal soggetto e portare, rapidamente e a colpo sicuro, la lente in prossimità della distanza corretta. A quel punto interviene l'AF a rilevazione di contrasto (attivo invece sulla maggior parte del fotogramma) per la regolazione fine.

La messa a fuoco ibrida funziona correttamente con qualsiasi ottica EF/EF-S, ma da il meglio in presenza delle nuove ottiche STM, cioè le ottiche che usano un motore passo-passo. Caratteristica principale del motore passo-passo è la grande precisione con cui può essere posizionato che, unita alla demoltiplicazione dell'azionamento, porta ad avere una precisione nella messa a fuoco davvero micrometrica.

La EOS 700D con il 18-135mm STM che ha esordito insieme alla EOS 650D.

Queste ottiche sono anche silenziose e controllate "by wire" per quanto riguarda la ghiera di messa a fuoco manuale, il che consente la correzione del fuoco anche con AF inserito. Sono queste due caratteristiche finora riservate alle pregiate ottiche L azionate da motore USM ad anello. Non intendiamo con questo fare paragoni fuori luogo e dire che le ottiche STM siano equivalenti alle L – la serie Luxury rimane un passo avanti per prestazioni ottiche, robustezza e qualità costruttiva. Si tratta, ciò non di meno, di due caratteristiche benvenute in prodotti di categoria inferiore.

Abbiamo avuto modo di testare sia il nuovo 18-55mm STM sia il precedente 18-135mm STM, e possiamo confermare come questa tecnologia rappresenti un successo solo parziale. Innegabile che, in presenza di ottiche STM, il sistema autofocus in LiveView sia molto più reattivo – il soggetto viene agganciato in circa la metà del tempo rispetto alla EOS 600D. Di contro, in presenza di ottiche non STM il vantaggio si riduce molto e, soprattutto, anche in presenza di ottiche STM le maggiori prestazioni non sono in assoluto sufficienti ad eguagliare le più veloci mirrorless in commercio, come ad esempio la Olympus OM-D.