Spazio e Scienze

Altro che atomiche: meglio bombardare Marte con i meteoriti

L'idea di Elon Musk di bombardare Marte con testate nucleari sarebbe un disastro. Quando abbiamo dato la notizia la scorsa settimana avevamo già espresso qualche perplessità, adesso è tornato sulla questione Christopher Impey, astronomo dell'Università dell'Arizona, e autore e co-autore di molti libri di divulgazione scientifica. Oltre a spiegare i motivi per i quali sganciare bombe termonucleari sui poli marziani sarebbe una pessima idea, Impey ha anche esposto una tattica alternativa per rendere Marte un pianeta abitabile. Non ci crederete, ma è ancora più pazza di quella di Musk.

mars comet nasa

Andiamo per ordine e partiamo da Musk. Impey concorda sul fatto che i poli ghiacciati siano la chiave per la colonizzazione marziana. Contengono grandi quantità di biossido di carbonio ghiacciato, quindi se vogliamo sperare di riscaldare Marte dobbiamo liberarlo e portarlo allo stato gassoso, ottenendo così un gas serra efficace.

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Il secondo punto che Impey condivide è che per raggiungere il risultato desiderato occorre un'energia adeguata. Purtroppo per Musk però secondo lo scienziato né il nucleare né l'irroramento con gas serra prodotti in loco sono pratici o plausibili. Il secondo semplicemente richiede troppi anni, il primo ha controindicazioni maggiori dei vantaggi che apporterebbe.

Se riuscissimo a lanciare migliaia di testate termonucleari su Marte (il che sarebbe da vedere, come sottolineava Jonathan O'Callaghan nella notizia precedente) creeremmo una nube tossica globale su Marte paragonabile a quella di Chernobyl. La conseguenza è che la temperatura in superficie sarebbe più calda, ma al contempo avremmo "distrutto ogni speranza di colonizzare Marte".

Non ci vuole uno scienziato per capirne il motivo: "la nube radioattiva si diffonderebbe rapidamente tutto intorno a Marte … che diventerebbe un pianeta pericoloso per chiunque dovesse andare lì". Certo, gli esseri umani potrebbero vivere rinchiusi all'interno di cupole isolate, ma non è quello lo scopo.

martian north polar cap
Polo marziano

In più con il tempo le radiazioni penetrerebbero nel primo strato di terreno, che è la risorsa critica di cui avremo bisogno per la colonizzazione. Insomma ci ritroveremmo con un pianeta in cui ci sono "acqua, ossigeno e materiali da costruzione, ma tutti in quello strato superficiale di terreno che sarebbe contaminato dalle radiazioni". Il risultato sarebbe che "chiunque abbia intenzione di vivere su Marte in futuro dovrà scavare per trovare materiale non contaminato".

Come fare quindi? Facile: catturare un grosso asteroide vicino alla Terra, reindirizzarlo verso Marte e mandarlo a sbattere contro uno dei poli di Marte – o, meglio ancora, due asteroidi, uno per ciascun polo marziano. Secondo Impey l'impatto di un asteroide massiccio avrebbe la stessa potenza di migliaia di testate nucleari, con il vantaggio che non ci sarebbero radiazioni e che la tecnologia per una missione del genere è già allo studio per altri scopi (estrazione mineraria, indagini scientifiche, estrazione di acqua e via dicendo).

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La NASA in particolare sta pianificando una missione per catturare un asteroide con delle braccia robotiche e trasportarlo in orbita attorno alla Luna di modo che gli astronauti possano atterrarci sopra e studiarlo. La missione dovrebbe partire nel 2020 circa. Per avere un'idea più precisa guardate il video che proponiamo di seguito:

A questo punto mancherebbero la capacità di trasporto sulla lunga distanza e un sistema di "lancio" dell'asteroide. Un gioco da ragazzi, no?