Spazio e Scienze

Altro che ET, il segnale Wow! forse viene dalle comete

Un ex analista del Dipartimento della Difesa statunitense potrebbe aver risolto un "cold case" astronomico vecchio di 40 anni. Parliamo del celeberrimo segnale Wow! che per molti anni è stato ricondotto agli alieni, e che invece potrebbe non avere nulla a che vedere con ET.

Se non sapete di che cosa si tratta, per spiegarvelo dobbiamo tornare indietro nel tempo fino al 1977, quando – oltre all'uscita di Star Wars – accadde qualcosa di straordinario: l'astronomo Jerry Ehman rilevò un segnale inaspettato con il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University mentre cercava segnali provenienti da civiltà extraterrestri.963

Puntando un gruppo di stelle chiamato Chi Sagittarii registrò una potente esplosione di onde radio della durata di 72 secondi. Sulla stampata cerchiò il codice identificativo 6EQUJ5, che descrive la variazione di intensità del segnale, e accanto annotò "Wow!", da qui il nome del codice che molti conoscono.

L'analisi del segnale dimostrava che sembrava provenire dallo spazio interstellare, e per questo divenne subito popolare fra i partecipanti del programma SETI e fra tutti coloro che sono attivi nelle attività di ricerca di intelligenze extraterrestri.

Successivamente ci furono molti tentativi per "riacchiapparlo", ma il segnale non fu mai osservato una seconda volta e per 40 anni la sua natura rimase inspiegata. Almeno fino a quando il professor Antonio Paris del St Petersburg College, in Florida, ha deciso di occuparsene.

Paris è un astrofisico con un passato di analista presso il Dipartimento della Difesa statunitense, per questo possiede un background investigativo che lo ha portato ad analizzare la questione come un caso da risolvere. È tornato sulla "scena del crimine" alla ricerca di indizi che erano stati trascurati o non visti, si è messo a spulciare i database astronomici alla ricerca di oggetti "sospetti" che potevano essere stati presenti sulla scena 40 anni prima.

cometa holmes

Con grande delusione di molti, quello che ha trovato non sono stati gli alieni, ma due comete, e in particolare la 266P/Christensen e la 335P/Gibbs, che furono scoperte rispettivamente nel 2006 e nel 2008, quindi erano sconosciute all'epoca del lavoro di Ehman. Paris ha scoperto che erano entrambe in prossimità di Chi Sagittarii il giorno in cui fu rilevato il segnale Wow!.

Una coincidenza importante perché le comete sono circondate da nubi di gas di idrogeno con diametro fino a oltre 1 milione di chilometri. Il segnale Wow! fu rilevato da Ehman a 1.420 MHz, che è una frequenza radio emessa naturalmente dall'idrogeno.

Prima di chiudere il caso Paris vuole testare la sua ipotesi, e avrà presto modo di farlo perché la cometa 266P/Christensen passerà nuovamente in prossimità di Chi Sagittarii il 25 gennaio 2017, mentre 335P/Gibbs farà il suo passaggio il 7 gennaio 2018. Paris intende osservare questi eventi e questa volta andare alla ricerca di una recidiva del segnale misterioso con cognizione di causa.

L'unico particolare è che per quelle date i radiotelescopi esistenti sono già prenotati, per questo ha lanciato una campagna di crowdfunding su GoFundMe per raccogliere i 13.000 dollari che gli occorrono per comprare un radiotelescopio adatto a questa osservazione. La raccolta è già terminata con successo, quindi non resta che attendere le fatidiche date: ve le siete segnate a calendario?

Se poi finirà tutto con un pugno di mosche non prendetevela: ci sono astronomi che hanno già espresso scetticismo sull'ipotesi di Paris, ma lui ha risposto che anche se si fosse sbagliato, la sua idea sarebbe comunque "buona Scienza" perché grazie alla sua indagine impareremo comunque qualcosa sulle comete, che lui e i suoi colleghi potrebbero continuare a studiare con il nuovo radiotelescopio.

Se poi le comete verranno scagionate, gli scienziati del SETI continueranno ad avere il loro miglior indiziato di segnale extraterrestre.

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