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Altroconsumo: l’armata Brancaleone del canone Rai

Altroconsumo fa sapere che il termine per auto-dichiarare di non avere un apparecchio TV slitta al al 16 maggio. Nel comunicato l'associazione dice la sua sul progetto di riforma del servizio pubblico.

Altroconsumo fa sapere che il termine per auto-dichiarare di non avere un apparecchio TV è stato spostato al 16 maggio, con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate. Un po' di tempo in più, dunque, per consentire al Ministero dello sviluppo economico di accogliere le indicazioni del Consiglio di Stato riguardo al decreto ministeriale che regola il nuovo canone Rai.

In particolare il Consiglio di Stato aveva sottolineato l'assenza di definizione di apparecchio TV, omissione che può generare confusione, e la mancanza di adeguate garanzie su rispetto e tutela della privacy.

Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni, Antonello Giacomelli,  ha assicurato che il testo sarà reso più chiaro e che comunque la legge a cui fa riferimento il decreto ministeriale non è mai cambiata ed è chiara e dettagliata. Solo i proprietari di apparecchi televisivi in grado, direttamente o tramite decoder, di ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare  – ha ribadito Giacomelli – dovranno pagarlo, mentre i possessori di computer, smartphone e tablet sono esclusi.

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La confusione generata da questa situazione ha comunque fornito lo spunto ad Altroconsumo per ribadire ancora una volta il proprio punto di vista sulla RAI, sulle riforme che andrebbero effettuate per renderla più competitiva e sul canone, che secondo l'unione dei consumatori andrebbe eliminato del tutto.

"Sembra di assistere a una corsa contro il tempo in stile Armata Brancaleone", ha affermato Marco Pierani, Responsabile Affari Istituzionali di Altroconsumo.  "Il buco di bilancio di 30 milioni di euro preannunciato inesorabilmente diventerà una voragine, anche considerando che il canone in bolletta è incostituzionale e che, come si è visto in questi giorni dalla bocciatura del Consiglio di Stato, non si sa tecnicamente come gestirlo. Un grosso pasticcio che, invece di portare una boccata d'ossigeno alle casse della RAI, rischierà di farla colare definitivamente a picco."

Le considerazioni di Altroconsumo hanno fondamento, perché ormai il dibattito si è esteso anche alla percezione del concetto di "servizio pubblico" da parte dei consumatori. Il mondo della televisione è radicalmente cambiato, per contenuti, tecnologie e modalità di accesso e fruizione. Forse anche a viale Mazzini stanno cominciando ad accorgersene. 

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Qualche segnale in questa direzione l'ha dato il direttore generale RAI Antonio Campo Dall'Orto che, in un'intervista rilasciata a Repubblica, ha accennato a vari argomenti, dalla sperimentazione dell'alta definizione alla necessità di aumentare l'integrazione tra i programmi tradizionali e il mondo digitale, dalla soppressione di alcuni generi televisivi ormai usurati all'eliminazione della pubblicità dai canali per bambini.