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Amazon è libera di usare Appstore, Apple rinuncia alla causa

È stata archiviata con un nulla di fatto la querelle legale fra Amazon e Apple per la dicitura App Store. Dopo due anni di lotta e il rischio di una sconfitta in tribunale, l'azienda di Cupertino ha deciso di non rivendicare più la proprietà del nome App Store e di non pretendere i danni da Amazon.

Martin Glick, legale di Amazon, sottolinea che "la decisione di Apple è stata unilaterale", e che l'azienda di Seattle si felicita per la decisione del giudice di accogliere la rinuncia a procedere.

Amazon può chiamare il suo store come vuole

"Non vediamo più la necessità di proseguire con il caso" ha dichiarato la portavoce di Apple Kristin Huguet all'agenzia Reuters. "Con oltre 900mila applicazioni e 50 miliardi di download, i clienti sanno dove si possono acquistare le loro app preferite". Contro Apple si erano schierate nel tempo HTC, Microsoft e Nokia. Fra le argomentazioni il fatto che "app store" è un termine generico, al pari di "negozio di libri" o " negozio di giocattoli".

Il giudice distrettuale Phyllis Hamilton era probabilmente dello stesso avviso quando ha respinto la richiesta di un'ingiunzione preliminare per bloccare l'uso del termine app store. Lo stesso magistrato aveva anche rigettato l'accusa, sempre di Apple, di pubblicità ingannevole da parte di Amazon.

Nella nota ufficiale l'azienda sottolinea di avere maturato la decisione di propria iniziativa. Molti esperti comunque davano per certa una sconfitta, e Apple ne ha già incassata una in queste ore. Che stia dando un taglio alle tante cause legali in corso in tutto il mondo? Questa sì che sarebbe una buona notizia.