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Amazon trasforma il lavoro in magazzino in videogioco per renderlo più leggero

Parola d’ordine gamification. È questo ciò che sta cercando di mettere in pratica Amazon in alcuni suoi magazzini negli USA e nel Regno Unito. In pratica, su base volontaria, accanto ai lavoratori che hanno deciso di aderire, sono stati montati degli schermi e le loro azioni e i loro movimenti vengono trasformati in videogioco. Obiettivo rendere l’attività lavorativa più leggera e meno faticosa.

I giochi, con titoli come PicksInSpace, Mission Racer, and CastleCrafter, sfruttano l’abilità dei lavoratori nelle proprie mansioni, per cui ad esempio impacchettare più velocemente i pacchi farà procedere altrettanto velocemente la propria auto lungo il circuito. I giochi inoltre non sono individuali ma sono in competizione, nel senso che i diversi dipendenti partecipano allo stesso gioco e chi fa meglio il proprio lavoro vince. Il premio è in Swag Buck, una moneta virtuale di Amazon, spendibile unicamente per l’acquisto di prodotti a marchio Amazon.

L’idea è di rendere il lavoro meno monotono tramite appunto il gioco e la competizione, un approccio diffusissimo, a partire dalle app di tanti dispositivi per il fitness fino a quelle utilizzate da chi lavora per Uber o Lyft, che ha ogni settimana dei traguardi da raggiungere e delle competizioni da vincere.

Gli studi però non sono del tutto unanimi sull’utilità di questo approccio. Molti esperti concordano sul fatto che porre obiettivi arbitrari da raggiungere dietro ricompensa può avere un potente effetto psicologico a livello di motivazione, rendendo i gesti della quotidiana routine lavorativa più significativi e coinvolgenti, spingendo le persone a lavorare più duramente per raggiungere lo scopo.

Tuttavia, se si esagera o si prolunga questo tipo di attività per troppo tempo si rischia di ottenere l’effetto contrario, perché anche il gioco diventa una routine simile a quella lavorativa, deprimendo ancora di più il lavoratore. Secondo Jane McGonigal, una designer di videogame esperta in gamification, “la competizione è piacevole solo per un breve periodo di tempo. Non appena i dipendenti iniziano ad avere prestazioni inferiori a quelle dei colleghi il gioco diventa infatti meno divertente e potrebbe addirittura diventare controproducente per l’attività svolta”, ha spiegato al Washington Post.

Insomma il lavoro nei magazzini di Amazon come sappiamo è durissimo e la gamification sembra solo una soluzione temporanea per romperne la monotonia e la ripetitività. La speranza, per i lavoratori, è di essere sollevati almeno in aprte dall’eccesso di incombenze grazie all’impiego di robot, ma come sappiamo ci vorranno almeno altri 10 anni.