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Anche la PA risparmia con le tecnologie verdi

Se le duecentomila stampanti installate negli uffici della pubblica amministrazione adottassero il  fronte-retro, si risparmierebbero sessanta milioni di euro l'anno. Meno carta, meno energia elettrica.
Lo spiega Danilo Broggi, AD di Consip, una società controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che si occupa di gestire e sviluppare i sistemi informativi del ministero stesso.

Broggi spiega anche che ulteriori risparmi (20 milioni di euro) potrebbero derivare dall'uso di prodotto più efficienti, oltre a ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 equivalente. "Spingendo la pubblica amministrazione verso prodotti verdi – sostiene Danilo Broggi –  inneschiamo circoli virtuosi anche con le aziende riguardo le produzioni. E con noi lavorano 66 categorie merceologiche, ovvero diverse migliaia di imprese. Nell'ecosostenibilita c'è anche una chiave per uscire dalla crisi. Potremmo, ad esempio, battere la concorrenza cinese con prodotti meno inquinanti, e ottenere risparmi diretti e indiretti grazie anche ad un comportamento consapevole degli acquisti pubblici".


Gli indicatori Consip sui risparmi ambientali sono incoraggianti. Con la Convenzione Servizio Energia si risparmia dal 15 al 30 rispetto ai consumi tradizionali. C'è poi l'impegno del fornitore a realizzare, per ogni dieci milioni di euro ordinati in convenzione, interventi di risparmio energetico che producano una riduzione del fabbisogno di energia primaria pari almeno a cinque tonnellate equivalenti di petrolio (TEP). Infine la Convenzione Servizio Luce: centomila vecchie lampadine sono state sostituite con quelle a basso consumo. Interventi che hanno fatto risparmiare 10.637.000 kWh/anno, con 5.197 tonnellate l'anno di minori emissioni di CO2.

Le iniziative prese sono lodevoli, soprattutto perché si traducono in un minor impatto ambientale e in un risparmio per i cittadini. Ci sembra grottesco, tuttavia, sapere che tra gli interventi possibili ci sia quello di stampare fronte retro. Non sarebbe male, tutto sommato, se si cominciasse a parlare di "non stampare".

Ringraziamo Pino Bruno per l'articolo.