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Anonymous ruba e diffonde le mail del Movimento 5 Stelle

Anonymous (vedi aggiornamento al fondo) sostiene di aver violato decine di caselle e-mail dei deputati e senatori del Movimento 5 Stelle. Da poche ore sul sito glihackerdelpd.bitbucket.org sono disponibili (via link) circa 1,2 GB di mail della deputata Giulia Sarti. E la divulgazione dei contenuti sottratti proseguirà al ritmo di una casella alla settimana per i prossimi sei mesi.

"Attraverso questa azione vogliamo porre l'attenzione sul marcio che c'è al vertice del movimento 5 stelle", si legge sul comunicato pubblicato su Pastebin. "Speriamo così di portare i membri del movimento e i cittadini a riflettere sul ruolo di Beppe Grillo e Giuseppe Casaleggio.

Sotto il fuoco di Anonymous

L'accusa nei confronti dei due leader è di manipolare dall'alto il movimento ("alla radice sincero") per un ritorno economico personale. Sotto accusa sia la pubblicità sul portale beppegrillo.it che il merchandasing correlato.

"Sono stati in grado di trasformare questo gruppo di persone sinceramente animate nel fare politica nella loro armata personale di troll, che giorno dopo giorno gli fornisce potere economico e politico", prosegue il comunicato. "Nel momento in cui qualcuno decide di non stare in riga, fanno ben presto a liquidarlo".

Anonymous è convinto che dalle mail emergeranno "la sudditanza logistica e politica ma anche spesso psicologica" nei confronti dei fondatori del Movimento. La denuncia si conclude poi con le scuse rivolte agli eletti per la violazione della privacy presente e futura (!).

L'unico modo per bloccare questa diffusione illecita sarà di soddisfare una serie di richieste, definite di trasparenza. Gli hacktivisti domandano quindi la pubblicazione immediata dei redditi e patrimoni di Grillo e Casaleggio. Nonché il dettaglio dei ricavi derivanti dall'attività del blog ufficiale beppegrillo.it.

"Tali dati pubblicati dovranno essere completi, ampi ed articolati, ripercorrendo i guadagni e patrimoni accumulati dall'inizio dell'attività del Movimento 5 stelle", sottolinea il documento. "Dovranno essere pubblicati nel dettaglio anche i redditi e patrimoni di familiare diretti e fiduciari (inclusi i professionisti svizzeri del cantone Ticino)".

L'approccio adottato in questa situazione ricorda altre campagna Anonymous ma qualcosa non ci convince. Di solito il gruppo annuncia in grande stile questo genere di operazioni con comunicati a tutte le testate italiane (Tom's Hardware compreso). Dopodiché il riferimento al PD sembra davvero anomalo, conoscendo lo spirito degli hacktivisti. Anche solo immaginare Anonymous come cyber-braccio informatico del PD – ma in verità di qualsiasi partito italiano – fa davvero sorridere.

Aggiornamento 13.17. Anonymous pochi minuti fa ha pubblicato un comunicato che fa chiarezza sull'attacco al Movimento 5 Stelle. Si sarebbe trattato di una "crew", un piccola banda che vuol far credere di far parte di Anonymous per ottenere visibilità.

"Anonymous stesso nega ogni tipo di piccola "banda" che si fa chiamare Anonymous, in quanto Anonymous stesso è un collettivo e non ha sottogruppi!", si legge nella nota. "Soprattutto una che mostra forte orientamento Politico come questa".

Anonymous ribadisce di essere a-politica, senza colori, se non quelli della giustizia e dei suoi ideali. "Non violeremmo mai le mail di un partito solo per saperne dei traffici o perché delusi dal suo operato. Perché, proprio perché senza un partito, dovremmo violare le caselle di posta di tutti i partiti".

"Quindi… neghiamo completamente ogni tipo di attacco al Movimento 5 Stelle, così come a ogni partito".

Aggiornamento 15.16. L'Espresso ha confermato che i file diffusi dal gruppo di hacker corrispondono alle mail della deputata Giulia Sarti. Probabilmente a causa dell'alto numero di download, i siti di hosting su cui sono stati depositati i file non rispondono come dovrebbero alle richieste degli utenti.

Aggiornamento 16.58. L'ANSA ha confermato il trafugamento delle mail e la veridicità dei file. Giulia Sarti ha sporto denuncia alla Polizia Postale per la violazione informatica.