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Anonymous scarica Wikileaks per colpa di Julian Assange

Anonymous non supporterà più Wikileaks. Il sito che diffonde informazioni riservate da ieri chiede agli utenti di pagare o di scoprirsi sui social network, e per gli hacktivisti si è passata la misura. Secondo loro non si tratta più di informare i cittadini, ma di proteggere Julian Assange.

Wikileaks ha deciso che per accedere ai file riservati bisogna pagare, oppure condividerne il link su Facebook o Twitter. Una scelta dettata senz'altro dalle difficoltà economiche del sito fondato da Julian Assange, ma che ha tuttavia suscitato la profonda disapprovazione di Anonymous. Il gruppo di hacktivisti ha di fatto mandato a quel paese Wikileaks.

Per un utente che vuole accedere ai documenti è una vera e propria forzatura. Quando si cerca di raggiungere un file infatti compare la schermata in questione, e per disattivarla l'unico modo è fare una donazione, oppure far conoscere le proprie attività tramite i social network.

Julian Assange

"Sappiamo che (la schermata) si può evitare disabilitando Javascript, ma non è questo il punto. Ci sono diversi problemi nel modo in cui Wikileaks sta cercando fondi. Prima di tutto, l'utente occasionale (la maggior parte) di solito ha Javascript abilitato e quindi sarà bloccato dal banner e non potrà raggiungere i contenuti senza pagarli – scusate, donare. Potrebbe anche non sapere che cos'è Javascript. E in generale, al di là delle soluzioni, c'è il fatto di un banner impossibile da chiudere. L'intenzione ovvia è aumentare le donazioni".

In una lettera aperta i membri di Anonymous si dicono preoccupati per la direzione che ha preso Wikileaks, più concentrata delle sorti di Julian Assange che della sua attività principale, cioè la diffusione d'informazioni. "L'idea di Wikileaks era offrire al pubblico informazioni che altrimenti sarebbero mantenute segrete da aziende e governi. Crediamo che il pubblico abbia diritto a conoscere, ma questo è diventato sempre più un fatto secondario, e invece sentiamo solo parlare di Julian Assange".

Per Anonymous è quindi giunto il momento di abbandonare Wikileaks, colpevole di essere diventata il palcoscenico di uno spettacolo con un solo protagonista, cioè proprio Assange. Può darsi che gli hacktivisti abbiano ragione, e che Wikileaks abbia effettivamente perso la bussola. E però il gruppo ha ignorato il valore simbolico di Julian Assange e del suo caso.

Bradley Manning

Perché se da una parte tutti vorrebbero che Assange affrontasse le accuse di violenza sessuale, è altrettanto chiaro che questo potrebbe essere solo lo strumento per portarlo forzatamente negli Stati Uniti, dove potrebbe trovarsi in una situazione più pericolosa e drammatica – di cui è esempio Bradley Manning, il soldato statunitense che passò informazioni a Wikileaks.

Se Julian Assange fosse estradato, processato e condannato negli Stati Uniti le conseguenze non sarebbero solo quelle personali. Perché con Assange in prigione (e non si può escludere la condanna a morte) si manderebbe un messaggio fin troppo diretto a chiunque volesse portare avanti il suo lavoro.

Lady Gaga ha incontrato Assange pochi giorni fa

Considerato il panorama, non è facile affermare con certezza assoluta se la scelta di Anonymous sia quella più giusta o quella più ingenua. Se Assange dovesse uscire sconfitto da questa storia, Wikileaks potrebbe continuare a esistere? Qualcuno avrebbe ancora il coraggio di sfidare la segretezza imposta dai grandi poteri del mondo?