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Sicurezza

Anonymous vuole l’arresto di un poliziotto e ricatta il governo canadese

Forte di una serie di intrusioni portate a termine contro siti istituzionali del governo canadese, il collettivo di hacker Anonymous cerca di forzare l'arresto di un poliziotto che ha ucciso uno dei loro militanti.

Anonymous va all'attacco del governo canadese reo, secondo il gruppo di attivisti, di proteggere il poliziotto che ha ucciso uno dei loro militanti (James McIntyre) durante una manifestazione a Dawson Creek, nella Columbia Britannica.

Il portavoce del gruppo ha dichiarato al National Post che se il poliziotto non verrà arrestato entro le 5 pomeridiane di lunedì 27 luglio (orario della costa del Pacifico), rilascerà un gran numero di documenti sottratti al governo canadese durante mesi di attacchi e infiltrazioni.

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L'attivista ucciso portava la maschera di Guy Fawkes quando è stato colpito

Come prima prova dei loro intenti, Anonymous ha fatto avere al National Post un documento che sembra arrivare dal Dipartimento del Tesoro Canadese in cui si parla dell'aggiornamento della sicurezza informatica del servizio segreto canadese (CSIS – Canadian Security Intelligence Service).

All'interno di questo documento, che è stato manipolato da Anonymous prima di rilasciarlo per cancellare alcune sigle che avrebbero potuto dare qualche indicazione sui computer di provenienza,  viene trattata anche la procedura per estendere alle 25 sedi estere l'accesso alla rete interna.

Considerato dov'è finito il documento, forse è il caso di riconsiderare un momento questo intento e aspettare di migliorare prima la protezione dell'infrastruttura attuale.

Del resto, un portavoce del governo ha tenuto a puntualizzare che sebbene non sappiano cosa Anonymous ha davvero in mano, il governo canadese tiene in grande considerazione la sicurezza informatica e già da tempo ha stanziato 235 milioni di dollari per studiare e implementare un sistema di sicurezza informatica che tenga al sicuro i siti e le postazioni istituzionali dai possibili attacchi.

WelcomeToCSIS ENG
La bella sede le servizio segreto canadese sembra non esser stata violata dagli attacchi di Anonymous.

Questa operazione è decisamente più profonda di quelle a cui ci aveva abituato il movimento attivista e di gran lunga la più pericolosa di tutte le attività di rappresaglia informatica che ha seguito l'uccisione di James McIntyre.

Il governo canadese si è limitato a dichiarare che sta seguendo la situazione con molta attenzione, ma è molto improbabile che cedano a un ricatto. Inoltre, non ci sono davvero segnali evidenti del fatto che il gruppo abbia in mano i documenti che dice di aver ottenuto.

Il governo è sicuro che non ci siano state fughe di documenti durante gli ultimi attacchi DDOS che hanno fatto seguito al fattaccio e una fonte "bene informata" vicina al CSIS dice che anche lì sono sicuri che non ci sono state falle.

Bisognerebbe capire, allora, da dove è arrivato quel documento presentato come prova dell'infiltrazione e se davvero ne seguiranno altri. Del resto, il portavoce di Anonymous è stato anche vago su come dovrebbe proseguire l'azione.

"Abbiamo molti altri documenti," – ha affermato -"ma non discuteremo adesso su quanti siano, quando verranno rilasciati o in che modo". Se davvero li hanno, ci sentiamo di dire che dovrebbero ripensare la loro strategia di comunicazione per renderla un po' più minacciosa e riuscire a farsi dare maggior credito…