Sicurezza

App per spiare WhatsApp, false promesse e vera ingenuità

Ma quale spionaggio? Ma quale violazione della privacy? Quello di Wossip non è uno scandalo ma solo la prova che la maggior parte di noi non ha capito nulla o quasi nulla della tecnologia che usiamo tutti i giorni. Si tratta di una semplice applicazione per Android, disponibile sul Play Store, che permette di monitorare uno o più contatti.

Monitorare in che senso? Niente dell'altro mondo in effetti: Wossip non fa altro che interfacciarsi con i dati pubblici di Whatsapp per dirci quanto tempo è stato online un contatto, e quando. Inoltre ci manda una notifica se e quando la persona si collega – cioè apre Whatsapp.

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I dati sono esattamente gli stessi che si possono vedere direttamente dalla stessa Whatsapp, a parte il tempo passato con l'applicazione. O meglio, Tizio potrebbe sapere quanto tempo Sempronio passa con la chat mobile più famosa al mondo; ma per farlo a mano dovrebbe guardare costantemente il telefono e appuntarsi quando Sempronio è online. Piuttosto noioso, meglio farlo fare a una macchina.

Si può impostare Whatsapp per nascondere certe informazioni. Wossip promette di dirvi tutto anche in questo caso, anzi, promette a Tizio di tenerlo aggiornato anche se Sempronio lo ha bloccato. Vi dirà anche se la vittima cambia l'immagine del profilo, ma in questo caso solo se le impostazioni di privacy lo permettono. Promesse che, a giudicare dalle recensioni di Google Play, sono mantenute poco e male.

E non si capisce come potrebbe essere diversamente. Se imposto Whatsapp per nascondere certe informazioni, ma Wossip promette di dirmele lo stesso, può essere per una di due ragioni. O quelli di Wossip mentono spudoratamente, oppure hanno trovato un bug di sicurezza in Whatsapp e lo stanno sfruttando in modo illegale. In quest'ultimo caso tra l'altro Facebook – proprietario di Whatsapp – avrebbe tutti gli strumenti del caso per risolvere il problema tecnico. Inoltre, sempre leggendo le recensioni, pare che l'app funzioni male in generale.

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Wossip tra l'altro non è una delle molte applicazioni gratuite, tranne che per la prima settimana. Successivamente si pagano 99 centesimi alla settimana, un po' meno se si sceglie uno dei pacchetti di maggior durata. Se vi piace l'idea ma non vi convince quest'app in particolare potrete provarne un'altra delle molte che promettono la stessa cosa – ma non è il caso di aspettarsi miracoli. Ce n'è qualcuna che però ha ricevuto un voto medio migliore di Wossip. Questa e le altre applicazioni simili hanno accumulato circa 110.000 download.

Esiste un pubblico, è evidente, a cui vendere l'idea di spiare il prossimo. In molti casi saranno genitori che vogliono tenere sotto controllo i figli, in tanti altri fidanzati o ex fidanzati gelosi. Il limite tra legittima curiosità e stalking però è molto labile; quest'ultimo è un reato, che potenzialmente può sfociare in accadimenti anche gravi. A tal proposito, vi ricordiamo che è opportuno controllare i dispositivi Whatsapp Web collegati ed eliminare quelli che non servono.

Non è tuttavia il caso di parlare di scandalo. Per quanto ne sappiamo le impostazioni di privacy funzionano come promesso: Tizio non può sapere se Caio si è appena collegato o quanto tempo è stato online, se Caio ha deciso di non farglielo sapere.

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Non è il caso di lamentarsi, dunque, se qualcun altro ci "spia". Non se siamo stati noi i primi a rendere pubblicamente accessibili certe informazioni. Ci sono le impostazioni di Whatsapp, quelle di Facebook e quelle di qualsiasi altro servizio. Se volete evitare una ex maniaca o un padre paranoico, potete farlo.

Se non sapete come farlo, imparare non è difficile. Se siete troppo pigri per imparare, ne avete tutto il diritto. Poi però non andate in giro a piangere perché qualcuno ha violato una privacy a cui evidentemente non tenete per niente.

Non fatelo, sul serio. Perché le violazioni della privacy esistono, ed è un tema di cui vale la pena parlare con molta serietà. Ma non si può portare avanti un discorso in modo sensato se lo inquiniamo con ignoranza e capricci.


Tom's Consiglia

Lo spionaggio è un cosa seria, serissima. Ma Kingsman – Secret Service è un film divertenssimo.