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Apple HomePod, potenziali pregi e difetti

Il nuovo Apple HomePod, presentato ieri in sede di WWDC 2017, ha davvero tutte le caratteristiche per sfondare nel settore degli speaker wireless? La domanda è legittima soprattutto considerando il fatto che in ambito domestico, con il crescente successo dei servizi streaming musicali, quasi non si può prescindere da dispositivi di questo tipo.

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Sì, è vero si possono impiegare PC e notebook con casse esterne, oppure abbinare specifici accessori ai propri Hi-Fi, ma un altoparlante wireless è un componente più comodo e adeguato alle esigenze famigliari. I puristi dell'alta fedeltà se ne terranno lontani, ma le esigenze del grande pubblico sono diverse.

Sotto il profilo tecnico e software Apple non ha svelato tutto. L'unica certezza per il momento è che è compatibile solo con Apple Music e che essendo privo di supporto Bluetooth si affida a Wi-Fi ac (con MIMO) e AirPlay 2 per il multi-room speaker.

HomePod Internal Hardware

HomePod è gradevole di aspetto: il cilindro è alto 172 mm, largo 142 mm, con un peso complessivo di 2,5 kg. Quindi a livello di ingombri a metà strada tra un Sonos Play:1 e un Denon Heos 1 HS2.

Al suo interno sono presenti un woofer da 4 pollici e sette tweeter (beamforming) – probabilmente da circa 1 pollice ciascuno. Apple ha sottolineato che la qualità audio è assicurata dal controllo direzionale e da "tecnologie per preservare la purezza e la varietà delle registrazioni originali".

stanza

Solo un test sul campo potrà confermare o meno questi pregi, ma i primi ascolti in sede di presentazione ieri – effettuati in saletta dai giornalisti – sembrerebbero riconoscere il buon risultato raggiunto.

Pare che rispetto a un Sonos Play:3 e un Amazon Echo i bassi siano più pronunciati e "invadenti". Da rilevare però che non sappiamo se Apple per la dimostrazione abbia approfittato del tuning audio che Sonos offre tramite app. Mentre è risaputo che Amazon Echo non brilli per qualità musicali e sia un passo indietro rispetto ai marchi più blasonati.

Ad ogni modo HomePod è davvero a metà strada tra Sonos e Amazon, poiché non solo punta sulla musicalità ma anche sulle funzioni smart. Il tutto si deve alla presenza del system-on-chip A8, introdotto per la prima volta nel 2014 su iPhone 6 e iPhone 6 Plus, e 6 microfoni disposti sul perimetro. La potenza a disposizione consente di gestire Siri, l'assistente vocale digitale, e anche eventuali dispostivi domotici compatibili con la piattaforma Apple HomeKit.

Insomma, si può dialogare con l'altoparlante non solo per la fruizione musicale, ma anche per fare ricerche online, chiedere informazioni e controllare le apparecchiature smart di casa. Per altro a ogni interazione si anima un LED di stato nella parte superiore.

Pregi e difetti (sulla carta)

Il design dell'HomePod è minimalista e ben riuscito. In un salotto – che si scelga la versione bianca o nera – potrebbe attirare lo sguardo degli ospiti ma senza clamore. La dotazione hardware è promettente ma alla fine conta l'esperienza d'uso, quindi una valutazione su questo ambito la rimandiamo alla prima recensione.

Ottima l'idea di integrare un sistema software capace di configurare la diffusione audio in relazione all'ambiente circostante. I 6 microfoni non solo servono per dialogare con Siri ma anche per il setting automatico. Sonos ha introdotto questa novità con il Play 5, ma sebbene disponga di due microfoni integrati (dormienti), si affida a un'app e una procedura da effettuare tramite smartphone muovendosi nella stanza.

HomePod consente il multi-room tramite AirPlay 2, quindi volendo si può creare una sorta di effetto hi-fi con due dispositivi nella stessa stanza oppure mettere un dispositivo in ogni stanza. Una funzione utile senza dubbio, ma comunque già vista e per di più costosetta.

La mancanza del supporto Bluetooth potrebbe essere considerato da molti un difetto. A onor del vero è una prassi sposata anche da Sonos. Non costerebbe nulla un supporto di questo tipo, eppure entrambe le aziende puntano solo su Wi-Fi. Si tratta di una scelta strategica dovuta al fatto che i dispositivi nascono per lo streaming tramite servizi cloud. Senza contare la potenziale maggiore qualità del canale Wi-Fi rispetto a quello Bluetooth.

Per altro in sede di presentazione Apple ha mostrato Sonos come un concorrente diretto, quando in verità è l'unica a vantare il supporto a Apple Music…

Bisogna anche riconoscere che con il Wi-Fi la sorgente musicale, che può essere uno smartphone, un PC, noteook o tablet, non perde in autonomia. Insomma, streaming Wi-Fi e Blueooth hanno pregi e difetti.

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Homekit

Siri è senza dubbio uno strumento utile, ma è più probabile che nel quotidiano ci si affidi alla app. Per quanto l'interfaccia vocale possa funzionare bene, gestire un catalogo musicale da milioni di tracce solo con Siri è impensabile.

Apple non ha mai parlato di iTunes, dando la sensazione che l'unica opzione sia Apple Music. Questo vuol dire che per usare HomePod si sarà costretti a sottoscrivere un abbonamento. La propria collezione personale sarà accessibile – Apple Music ne consente la fruizione – ma non è una limitazione un po' forte?

Infine il capitolo domotica. Apple di fatto segue Amazon Echo e Google Home su questa strada. Bisognerà vedere se riuscirà a offrire qualcosa di più in tal senso.

Prezzo? Con un listino di 349 dollari HomePod si posiziona in fascia alta. Non sappiamo se mai sbarcherà in Italia – per ora si parla solo di Stati Uniti e Regno Unito – ma se dovesse avvenire dovrebbe giocarsela con il Sonos Play 3 da 346 euro (il Play 1 è inferiore) e il Denon HEOS 1 da 249 euro. Il tutto considerando che sul nostro mercato i prodotti smart latitano ancora.


Tom's Consiglia

Un kit domotico compatibile con Apple Casa è il Philips Hue White Starter Kit con 2 Lampadine.