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Apple sotto indagine in Francia per i diktat agli operatori

Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes indaga su Apple.

Le autorità francesi hanno iniziato a indagare sui contratti che Apple impone agli operatori mobili. Secondo quanto riportano più quotidiani francesi la DGCCRF (Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes) starebbe studiando a fondo la contrattualistica che riguarda i fornitori di cellulari e gli operatori mobili in relazione alle vendite degli iPhone.

La questione di fondo è che il rapporto di forza tra operatori e i grandi marchi di cellulari si sarebbe invertito. L'indagine francese riguarda proprio il colosso statunitense e come ormai riesca a dettare legge nell'industria delle telecomunicazioni.

Qui si esagera

Si parla infatti di come condizioni prezzi al pubblico (degli operatori), strategie sulle sovvenzioni e campagne pubblicitarie. Da quando l'iPhone è sbarcato sul mercato viene espressamente richiesto di favorirne la visibilità nelle campagne e non superare alcune soglie di sconto. In pratica il margine di guadagno degli operatori è stabilito da Apple. Se nel 2008 era di circa l'8,5% a unità venduta, oggi è nettamente inferiore.

Senza contare le sovvenzioni, che nelle offerte a pacchetto consentono di risparmiare notevolmente rispetto al prezzo di listino in negozio. Ebbene, pare che Apple richieda un trattamento di favore rispetto alla concorrenza.

Secondo indiscrezioni raccolte da Tom's Hardware pare che ormai si sia giunti a richieste lunari. I dirigenti Apple riducono i margini di trattativa al minimo ben sapendo che gli operatori non possono rinunciare ai loro prodotti. Bisogna ancora chiarire se tutto questo avvenga entro i limiti stabiliti dalle Authority e dall'Unione Europea.

In ogni caso l'Autorité de la Concurrence ha già avviato altre due indagini a carico del colosso di Cupertino. La scorsa estate ha fatto irruzione negli uffici francesi Apple per raccogliere materiale sulla presunta pratica commerciale scorretta attuata nei confronti dei suoi rivenditori. In pratica i negozi che oggi vengono sfavoriti quanto a forniture rispetto agli Apple Store e la piattaforma di vendita online.

L'altra questione riguarda l'App Store e le possibili implicazioni antitrust sulle vendite. In questo caso c'è di mezzo anche Google Play, e quindi non è escluso che si giunga a una nuova normativa per il settore più che a sanzioni.