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Arriva il cerotto smart, auricolari e microfoni addio

La realtà, si dice, supera sempre la finzione. A quanto pare infatti, grazie al lavoro di alcuni ricercatori sudcoreani, un giorno basterà indossare un invisibile cerotto smart sulla pelle per parlare e ascoltare senza bisogno di utilizzare altri dispositivi. Altro che miniaturizzazione spinta e spie che parlano nell'orologio o nel bavero della giacca.

La nanomembrana, che a quanto pare è più sottile di un tatuaggio temporaneo (ha uno spessore inferiore a qualche centinaio di nanometri), è stata messa a punto nei laboratori del National Institute of Science and Technology di Ulsan, in Corea del Sud ed è composta da particolari polimeri flessibili che incapsulano una sottilissima griglia di filamenti in argento che, grazie alla struttura ortogonale risulta trasparente.

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Schema di funzionamento come speaker del cerotto smart

Il funzionamento è assai particolare. Nel caso venga utilizzato come uno speaker, il reticolo metallico presente all'interno del cerotto smart emette suoni termoacustici. In pratica il segnale audio proveniente dalla fonte viene trasformato in impulsi elettrici che producono un'oscillazione della temperatura del reticolo. Queste variazioni a loro volta provocano cambiamenti nella pressione dell'aria circostante, che il nostro orecchio è in grado di interpretare come suoni. Il funzionamento come microfono è esattamente inverso: il cerotto smart infatti converte le onde sonore provenienti dalla fonte in altrettanti segnali elettrici, anch'essi interpretabili come suoni.

Può sembrare fantascienza ma in un prossimo futuro queste nanomembrane potrebbero essere impiegate in diversi settori, per realizzare apparecchi acustici ad esempio o anche speaker in grado di ridare la voce a chi l'ha persa, potendo percepire anche le vibrazioni delle corde vocali se posti sulla gola. Inoltre potrebbero essere la soluzione migliore per realizzare dispositivi IoT in grado di dialogare con l'utente mantenendo dimensioni ridottissime o potendo essere applicati a oggetti preesistenti in modo semplice e veloce.

Ora i ricercatori sono impegnati nel migliorarne la qualità in ricezione e riproduzione, ma la sfida da un punto di vista industriale sarà come sempre quella di rendere adatti a un'economia di scala e alla produzione di massa materiali e processi produttivi.