Spazio e Scienze

Ascoltate il suono del silenzio fra Saturno e i suoi anelli

Come vi avevamo anticipato, la sonda Cassini ha iniziato le manovre per il gran finale della sua missione. A novembre 2016 sono iniziate le manovre che porteranno il mitico manufatto umano a bruciare nell'atmosfera del pianeta degli anelli, il 15 settembre 2017.

Il primo dei passaggi fondamentali c'è stato il 26 aprile, quando per la prima volta Cassini si è tuffata nel bordo esterno degli anelli principali. Sono in programma in tutto 22 "tuffi" in questa pericolosa area dello Spazio, ma il primo è già stato entusiasmante.

Prima di tutto perché ci ha regalato delle immagini sensazionali (le trovate tutte alla pagina NASA dedicata). Ma soprattutto perché i suoi strumenti di bordo hanno registrato il suono di questa regione dello Spazio. In questa notizia abbiamo riportato i video ufficiali pubblicati dalla NASA con il suono e lo spettrogramma ricavati dai dati raccolti dallo strumento Radio and Plasma Wave Science (RPWS) mentre attraversava il piano degli anelli di Saturno.

Come specifica l'Agenzia Spaziale statunitense, da una parte c'è la felicità degli ingegneri di Cassini, dall'altra la perplessità degli scienziati. Il fatto è che la regione che ha attraversato Cassini sembra essere relativamente priva di polvere. Come ha spiegato Earl Maize del Jet Propulsion Laboratory della NASA e Project Manager di Cassini, "la regione tra gli anelli e Saturno sembra essere 'un grande vuoto' […] Cassini manterrà la rotta, ma starà agli scienziati capire perché il livello di polvere sia molto più basso del previsto".

Per capire le differenze, ecco l'audio registrato sempre da Cassini il 18 dicembre scorso:

E il ruggito di Giove registrato dalla sonda spaziale Juno il 24 giugno 2016:

Anche un non esperto si accorge della differenza. Insomma, se vi è mai capitato di avere una paura irrazionale di essere risucchiati nello Spazio e di morire di una morte silenziosa e solitaria nel vuoto buio cosmico, sappiate che Cassini ha registrato l'audio del vostro incubo.

Perché gli scienziati si aspettavano qualcosa di diverso? Il punto è che Cassini è il primo veicolo spaziale a volare fra gli anelli, quindi i suoi dati vanno a scontrarsi con modelli e previsioni, non con dati certi. Gli esperti si aspettavano un ambiente molto più polveroso, tanto da temere che i passaggi ravvicinati fra gli anelli potessero danneggiare la navicella spaziale. Per questo gli ingegneri avevano orientato la navicella in modo che la sua antenna larga 4 metri fosse disposta a protezione dei delicati strumenti di bordo.

Una precauzione che non è servita, perché basandosi sulle immagini di Cassini adesso sappiamo che la regione di circa 2.000 chilometri tra Saturno e i suoi anelli non dovrebbe avere particelle tanto grandi da costituire un pericolo per il veicolo spaziale.

Durante il passaggio infatti l'RPWS ha rilevato l'impatto di centinaia di particelle al secondo quando ha attraversato il piano appena esterno agli anelli principali di Saturno, ma si tratta di onde radio e di plasma. Tant'è vero che nel file audio si sentono crepitii e i scricchiolii tipici di un ambiente ricco di particelle cariche che lo strumento è progettato per rilevare.

"È stato un po' disorientante – non abbiamo sentito quello che ci aspettavamo di sentire" ha ammesso William Kurth, a capo del gruppo di RPWS. "Ho ascoltato i dati diverse volte e posso probabilmente contare sulle mie mani il numero di impatti di particelle di polvere che ho sentito", e nessuna era più grande di una particella di fumo, circa 1 micron di diametro.

Un mistero che forse sarà chiarito nel secondo passaggio, avvenuto ieri mattina, e di cui ci saranno i dati a breve.