Droni

Barchetta Magica, la barca-drone italiana in navigazione verso Cuba sulla rotta di Colombo

Una barca-drone italiana è in navigazione verso Cuba seguendo la prima rotta di Cristoforo Colombo. Si chiama Barchetta Magica e, partita a metà settembre dall’isola Gran Canaria senza equipaggio a bordo, ha già percorso quasi 1.900 km nell’Atlantico con oltre 800 ore di viaggio in totale autonomia. Il piccolo natante a vela di 1,5 metri è alimentato da energia solare e viene costantemente monitorato dagli ingegneri dell’Università di Firenze che l’hanno costruito.

Barchetta Magica è un progetto indubbiamente interessante, che pensa alla guida autonoma e all’uso di energie rinnovabili per realizzare un’imbarcazione in grado di navigare potenzialmente all’infinito per lunghe tratte e in condizioni metereologiche avverse grazie a uno scafo inaffondabile in carbonio, senza inquinare e anzi aiutando a ottimizzare tempi e costi. La traversata può essere osservata in tempo reale sul sito ufficiale, dove troverete anche maggiori dettagli tecnici, ad esempio sull’innovativo leveraggio della boma, pensato per automatizzare in modo efficiente la gestione delle vele o sullo skeg e sul timone, che torna all’antico per assicurare una maggior governabilità all’imbarcazione.

L'attuale posizione di Barchetta Magica, che si trova a circa il 35% del percorso.

Gli ultimi aggiornamenti su questa incredibile traversata atlantica saranno presentati al Sea Drone Tech Summit 2019, seconda edizione dell’unico congresso in Italia dedicato ai droni e ai sistemi robotici per impiego marino e subacqueo, che si svolgerà nei giorni 29 e 30 ottobre prossimi a Ostia, presso la parte congressuale dal Polo Natatorio, centro federale della Federazione Italiana Nuoto, mentre le prove in mare si terranno al Porto Turistico di Roma.

“La navigazione verso Cuba procede regolarmente”, ha confermato l’ideatore ing. Marco Montagni, “e, in occasione dell’evento di Ostia, illustreremo una variante del modello originale per il monitoraggio real-time ed il pattugliamento delle coste”.

Al Sea Drone Tech Summit 2019 saranno presentati anche numerosi altri progetti di droni navali di superficie. L’Istituto di Ingegneria del Mare (INM) del CNR, ad esempio, illustrerà le attività di ricerca realizzabili con la piattaforma SWAMP (Shallow Water Autonomous Multipurpose Platform), che consente applicazioni in acque ultra-basse, essendo in grado di operare con meno di 30 cm di profondità. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con l’Università della Calabria e l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) del CNR, presenterà invece il catamarano autonomo DEVSS (DEvelopment Vehicle for Scientific Survey), utilizzato tra l’altro per la mappatura multiscala delle praterie di Posidonia oceanica.

Altri progetti presenti a Ostia saranno INTCATCH dell’Università di Verona per il controllo della qualità delle acque interne, OPENSwap del Consorzio Proambiente impiegabile per il monitoraggio geofisico degli ambienti acquatici e il drone idrografico Echoboat della società Codevintec per rilievi in porti, fiumi, laghi, lagune e cave. La raccolta delle plastiche galleggianti è invece l’obiettivo del progetto Litter Hunter sviluppato dalla start-up GreenTech Solution.

Il Sea Drone Tech Summit 2019, promosso dal Municipio Roma X e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre e organizzato dall’associazione Ifimedia e dalla società Mediarkè, prevede tre sessioni: droni subacquei, droni navali di superficie e droni aerei per impiego marino. Vi parteciperanno i massimi esperti italiani nel settore dei droni marini, in ambito civile e militare, scientifico e industriale.