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Batteria protonica, la rivoluzione che tutti attendono?

A guardarla sembra più un waterblock o una cella di Peltier, ma in realtà si tratta della prima batteria protonica funzionante, messa a punto dai ricercatori della RMIT University di Melbourne. Per il momento si tratta solo di un prototipo in scala, ma secondo gli scienziati rappresenta il primo passo verso un futuro fatto di […]

A guardarla sembra più un waterblock o una cella di Peltier, ma in realtà si tratta della prima batteria protonica funzionante, messa a punto dai ricercatori della RMIT University di Melbourne. Per il momento si tratta solo di un prototipo in scala, ma secondo gli scienziati rappresenta il primo passo verso un futuro fatto di batterie economiche da realizzare, ecosostenibili e molto capienti. Insomma la rivoluzione che tutti attendono. Nonostante infatti al momento sia ancora di piccole dimensioni a quanto pare può già competere con le batterie al litio attualmente disponibili sul mercato.

Secondo il professor John Andrews, a capo del team di ricercatori, man mano che il mondo si sposterà verso fonti di energia rinnovabili il bisogno di tecnologie di storage che utilizzino materiali economici e disponibili in abbondanza si farà sempre più pressante. "Le batterie al litio sono ottime ma utilizzano risorse poco disponibili e quindi molto costose", ha spiegato. "la nostra soluzione invece accumula i protoni in un materiale basato sul carbonio, che è disponibile in abbondanza, mentre i protoni li prendiamo dall'acqua".

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La batteria inoltre non produce emissioni nocive e può contenere energia prodotta da fonti rinnovabili. Le sue caratteristiche però ne fanno soprattutto la candidata ideale per soluzioni di storage, come il Tesla Power Wall, che però attualmente utilizza il litio, ma con i dovuti accorgimenti potrebbe alimentare anche le auto elettriche del futuro.

Come funziona? Durante la ricarica il carbonio presente nell'elettrodo si lega ai protoni generati dalla separazione dell'acqua, che avviene con l'aiuto dell'alimentazione elettrica. I protoni sono poi nuovamente liberati e attraverso la cella combustibile tornano a formare acqua assieme all'ossigeno dell'aria, producendo energia. Secondo Andrews però i tempi sono ancora lunghi e la batteria protonica non sarà commercializzabile prima di 5-10 anni.


Tom's Consiglia

5-10 anni sono lunghi, nel frattempo meglio avere sempre con sé un battery pack, magari come questa Anker PowerCore da ben 20100 mAh.