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Bitcoin con anonimato totale: libertà e illegalità assolute

Dark Wallet rende anonime le transazioni in Bitcoin e facilita il commercio di beni illegali.

Bitcoin completamente anonimizzato, per comprare e vendere droghe, armi e altro materiale illegale, compreso quello pedopornografico. Sarebbe comodo anche per commissionare un omicidio, per riciclare denaro sporco o persino per una più ordinaria evasione fiscale. Sì perché "la libertà è una cosa pericolosa", come ha affermato Cody Wilson, che ha creato appunto Dark Wallet. Si tratta di uno strumento fatto apposta per rendere del tutto irrintracciabili le transazioni in BTC.

Per comprendere la portata di questo progetto bisogna prima di tutto eliminare un equivoco comune: usare BTC è un'operazione tutt'altro che anonima a meno di prendere precauzioni specifiche e piuttosto impegnative. Ogni transazione infatti è visibile a tutti gli altri utenti, e per un eventuale investigatore non sarebbe affatto difficile risalire all'identità del proprietario.

Wilson e Taaki

È qui che entra in gioco Dark Wallet, progetto che ha raccolto migliaia di dollari in finanziamenti da parte del pubblico. Il software, in parole povere, mischia il nostro acquisto con quello di (almeno) un'altra persona rendendo virtualmente impossibile l'identificazione sicura della persona. Chi vende invece può usare Dark Wallet per generare un indirizzo "in incognito" e crittografato, e condividerne l'accesso solo con il cliente pagante – anche lui dovrà usare Dark Wallet.  

Come ogni sistema crittografico nemmeno questo è perfetto, e infatti ci sono già diversi miglioramenti in agenda, ma già così è evidentemente molto potente. Dark Wallet è una creazione del gruppo unSystem (unsystem.net), costituito dal citato Cody Wilson e dal programmatore Amir Taaki.

Wilson è l'anima del progetto, e per qualcuno forse un nome familiare: è infatti lui che si trova dietro a Defense Distributed e alla Liberator, cioè la prima pistola in plastica da stamparsi in 3D.  Wilson è un uomo dalle posizioni radicali, e vede la propria attività come un atto di lotta libertaria nei confronti di governi sempre più opprimenti.

Dark Wallet arriva infatti proprio mentre a Washington e altrove si studiano strumenti per regolare le criptomonete. Wilson non le manda a dire: "Regolate questo (se ci riuscite)" è infatti il suo messaggio, trasmesso tramite il giornalista Andy Greenberg.

Le autorità del mondo stanno cercando di evitare e arginare il problema del cosiddetto "offuscamento" (go dark), vale a dire il fenomeno che porta sempre più informazioni – anche finanziarie – dietro a una cortina di fumo. Wilson invece vuole che quel problema diventi la norma e che i governi ne siano letteralmente accecati: "Esiste un problema di offuscamento e lo realizzeremo con Bitcoin. È a questo che serve Bitcoin. È ciò che vogliamo vedere". Siete d'accordo?