Sicurezza

Bloccare il porno è l’unico modo per proteggere i minori?

Bloccare i contenuti porno di default a tutti gli utenti web non è l'unica soluzione per tutelare i minori dalla visione di immagini a luci rosse online. Dopo che il premier britannico David Cameron ha dichiarato che entro fine anno in tutto il Regno Unito i provider dovranno attivare filtri "family-friendly", Microsoft è scesa in campo con un post su un proprio blog per spiegare che ci sono alternative meno drastiche.

La sicurezza online non passa solo per i filtri porno

Jacqueline Beauchere, direttore della sicurezza online e Trustworthy Computing di Microsoft, non prende posizione sulla decisione del governo inglese, ma spiega che "invece di bloccare a chiunque i contenuti per soli adulti, per proteggere i minori molti genitori hanno già adottato con successo altri approcci, in particolare con gli adolescenti". Si parte con il "monitoraggio delle attività che i ragazzi svolgono abitualmente online, ed eventualmente si ricorre al blocco a titolo definitivo di alcuni siti e di determinate attività" spiega la Beauchere.

Oltre tutto l'esperta puntualizza che la tutela dei minori non passa solo per il divieto di accesso ai siti porno, perché le minacce in agguato sono molte, non ultimi i malware e il cyber bullismo. Per questo i genitori che vogliono rendere più sicura la navigazione dei figli devono adottare anche altre misure oltre al blocco dei siti con contenuti per soli adulti.

Contro il cyberbullismo non ci sono filtri

A titolo di esempio cita i filtri antispam per i client di posta elettronica e un monitoraggio costante per affrontare e gestire la condivisione di troppe informazioni personali da parte dei minori o le eventuali minacce alla loro reputazione online.

Insomma se per il porno il filtro del service provider può essere una soluzione, non ha alcuna rilevanza per tutto il resto. Questo significa che non si potranno comunque lasciare bambini e adolescenti davanti al computer senza alcun controllo, come spesso purtroppo accade.

La tecnologia è sotto certi aspetti uno stimolo per la crescita dei figli e un aiuto per i genitori, ma chi si è preso la responsabilità di educare un figlio non può delegare tutto a un computer.