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Bloccare Telefonica con il golden power del Governo

Il Governo vuole imbrigliare l'azione di Telefonica.

Bloccare Telefonica è la nuova priorità della politica. In queste ore si parla solo di come poter legare le mani agli spagnoli nell'affare Telecom Italia. Da mesi si sapeva che Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo puntavano a disimpegnarsi da Telco, la holding di Telecom, ma tutti hanno preferito che venisse giocata l'intera mano. E così siamo stati costretti a sentire un presidente esecutivo di peso, qual è Franco Bernabè, ammettere di "aver saputo dell'operazione dai comunicati stampa".

Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ieri durante l'audizione al Senato ha fatto sapere che "per un eventuale cambio della normativa Opa c'è sufficiente tempo". Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha rilanciato invece per la riforma del golden power. Ecco le due strategie anti-Telefonica sul tavolo.

Golden power

"Cambiare le regole in corsa comporterebbe un rischio reputazionale per il Paese", ha sottolineato Vegas. "Ma il prezzo pagato da Telefonica a 1,1 euro è doppio rispetto alla quotazione attuale. Ognuno è libero di pagare il prezzo che vuole, qui si incorpora un sovrapprezzo ed è razionale pensare che dietro ci potrebbe essere una acquisizione del controllo". Basterebbe una legge ad hoc entro dicembre, poiché a gennaio Telefonica avrà la facoltà di acquistare per cassa tutte le azioni dei soci italiani in Telco.

La Consob sarebbe costretta a una riforma della normativa sull'Opa riducendo (o rivalutando) l'attuale soglia del 30% che fa scattare l'obbligo di offerta pubblica. Da rilevare infatti che Telco e domani eventualmente anche Telefonica controllano Telecom Italia con una percentuale nettamente inferiore. "La soglia è una scelta di carattere legislativo che dipende anche dalle condizioni del contesto economico", ha ricordato Vegas.

L'altro fronte è quello che si materializzerà oggi in Consiglio dei Ministri, quando verrà esaminata la proposta di "golden power" formulata da Saccomanni. In pratica si parla di reintrodurre ciò che golden share aveva ridimensionato, ovvero il potere di veto del Tesoro a tutela delle attività sensibili per la sicurezza nazionale. Non è pero solo una questione di merito, ma anche di nazionalità dell'azienda acquirente. L'Unione Europea non ama le iniziative protezionistiche e quindi non si esclude che in futuro possa concretizzarsi qualche scontro a Bruxelles.

Resta il fatto che il decreto del presidente della Repubblica di cui si parlerà oggi prevede che "le reti e gli impianti utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali nei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale" delle telecomunicazioni facciano parte delle attività strategiche sottoposte a tutela. In pratica se mai dovesse passare il d.p.R., Telefonica sarebbe costretta a concordare ogni condizione con il Governo. Con tutte le conseguenze del caso, che gli italiani smaliziati possono immaginare.