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Streaming e Web Service

Boom di film e serie TV pirata (WEB-DL) sottratte a Netflix e Amazon: ecco come fanno

Sempre più community pirata riescono a decrittare i file di film e serie TV offerte dalle piattaforme Netflix e Amazon.

La pirateria sfrutta sempre di più le piattaforme come Netflix e Amazon per alimentare la sua offerta online: ha trovato infatti un modo per decrittare i file delle serie TV e film legalmente disponibili in streaming o in download. Torrentfreack è riuscita a intervistare un membro di “The Scene”, una delle community pirata più attive in tal senso.

“Il nostro contatto – “Source” – gestisce il suo gruppo di rilascio, qualcosa che siamo stati in grado di verificare avendo un marcatore unico inserito in una versione di Scene. Tuttavia, ha anche toccato qualcosa che è raramente discusso in pubblico”, ha spiegato la nota testata.

Prima di tutto bisogna considerare che le versioni “web” (WEB-DL) dei titoli  implicano il download di file video grezzi su un computer o server. “I contenuti per le versioni WEB si ottengono scaricando il contenuto sorgente“, ha spiegato la fonte. “Ogni volta che trasmetti in streaming un video online, stai scaricando blocchi di un file video sul tuo computer. Gli screener salvano semplicemente quel contenuto e tentano di decodificarlo per la riproduzione non DRM più tardi”.

“Una volta che i file vengono scaricati dalla piattaforma di streaming, tuttavia, vengono crittografati nel contenitore .mp4. Tentando di visualizzare tali video di solito si otterrà uno schermo vuoto e nient’altro – i flussi provenienti da questi siti sono protetti da DRM”.

Il più diffuso DRM si chiama Widevine, ma grazie a strumenti software poco diffusi e nelle mani di una manciata di persone nel mondo (le ultime versioni sono le più pregiate) è possibile procedere a decrittazione. Per altro per limitarne la diffusione sono correlati a specifici server con ID hardware. Bastano pochi minuti per la conversione e ottenere un file più piccolo – si stima circa 7 GB per un file 1080p. Poi per i sottotitoli è una passeggiata, poiché non sono crittografati.

Inoltre la procedura è ormai automatizzata. “Un semplice esempio è un bot, in cui si alimenta un URL di streaming e una release viene scaricata, caricata e caricata in siti di riferimento in modo completamente automatico, senza necessità di interazione umana”, ha aggiunto la fonte.

Il successo delle versioni Web però potrebbe condizionare la situazione. “Widevine dovrebbe aggiornare il proprio DRM e l’unica crack funzionante basata su Windows (ne sono a conoscenza) è strettamente regolamentata e la maggior parte dei gruppi non avrà accesso ad esso, rispetto agli attuali strumenti precedenti che non richiedono alcun tipo di verifica lato server o hardware per l’uso “, ha concluso la fonte.