Spazio e Scienze

Bosch SoundSee, sulla ISS i problemi meccanici si riconosceranno a orecchio

Bosch SoundSee è un nuovo dispositivo che consentirà sulla Base Spaziale Internazionale (ISS) di scoprire eventuali anomalie meccaniche tramite il rilevamento sonoro, elaborato da un’intelligenza artificiale. Il colosso tedesco punta sulla sperimentazione spaziale, ma la prospettiva futura è quella dell’impiego di questa tecnologia in “ambienti ancora più difficili e unici”, come ha sottolineato il ricercatore dell’azienda Joseph Szurley. “Bosch è da tempo interessata all’utilizzo dell’analisi audio per monitorare macchine e apparecchiature critiche, come motori di automobili o sistemi HVAC (riscaldamento, ventilazione e aria condizionata, NdR.)”.

Bosch SoundSee arriverà a bordo della ISS con la spedizione cargo prevista per il prossimo 2 novembre. In questa prima fase SoundSee sarà impiegato a bordo per monitorare l’acustica e aiutare a determinare se è necessario sostituire una macchina o uno dei suoi componenti.

Le macchine, come motori e pompe, emettono segnali di rumore durante il loro funzionamento“, ha affermato il dott. Samarjit Das, ricercatore principale e responsabile del progetto SoundSee presso il Bosch Research and Technology Center di Pittsburgh. “Il nostro algoritmo SoundSee AI utilizza l’apprendimento automatico per analizzare questi sottili indizi acustici e determinare se una macchina, o anche un singolo componente di una macchina, deve essere riparato o sostituito”. SoundSee sarà montato sul robot Astrobee della NASA, un veicolo a volo libero autonomo in grado di spostarsi liberamente in tutta la ISS.

Il progetto infatti è stato curato sia da Bosch in Nord America che Astrobotic Technology Inc. La tecnologia SoundSee di Bosch ha una profonda capacità di analisi audio che si affida a una matrice personalizzata di microfoni e apprendimento automatico per analizzare le informazioni contenute nei rumori emessi. Dopodiché un software avanzato basato su AI ne elebora i dati fornendo responsi.

“Il nostro obiettivo a lungo termine è dimostrare che siamo in grado di rilevare anomalie nel funzionamento della stazione e restituire tale valutazione ai membri dell’equipaggio o al controllo a terra”, ha sottolineato Jon Macoskey, ingegnere ricercatore di Bosch.