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CENSIS: ancora pochi gli italiani che si informano online

Si fa un gran parlare di Internet ma per l’informazione solo il 21,8% degli italiani si affida ai quotidiani digitali. Il dato è tratto dal capitolo Comunicazione e media del 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2011. È a dir poco raccapricciante quanto la televisione continui ad essere la fonte informativa di riferimento assoluto per l’80,9% del paese. 

“Per la popolazione complessiva, al secondo posto si collocano i giornali radio (56,4%), poi la carta stampata con i quotidiani (47,7%) e i periodici (46,5%). Dopo ci sono il televideo (45%), i motori di ricerca come Google (41,4%), i siti web d’informazione (29,5%), Facebook (26,8%) e i quotidiani online (21,8%)”, sottolinea il comunicato CENSIS.

Buona TV a tutti

E il fenomeno delle App per smartphone e tablet? Sfiorano appena il 7,3%. Persino Twitter arriva a malapena al 2,5%. “A fronte della parte di popolazione che usa molte fonti informative, ci sono poi quelli che non si informano affatto (il 10,2% dell’intera popolazione), oppure ricorrono solo ai telegiornali o a un mix di media tutto affidato alla ricezione audiovisiva passiva (telegiornale, giornale radio, televideo) (10,1%)”, continua il documento.

In pratica riducendo in termini comprensibili questi dati: ogni 10 italiani, ce n’è 1 che non si informa, 1 che accede solo a TG e GR, 3 che hanno un ventaglio più ampio di fonti da cui sono escluse però quelle che hanno a che fare con Internet, infine 5 che usano più o meno tutte le fonti intrecciandole in vari modi. 

Infine i dati sulla banda larga: il nostro Paese si colloca al ventunesimo posto. “Per quanto riguarda l’accesso a Internet da casa, tra le famiglie che hanno almeno un componente tra i 16 e i 64 anni si raggiunge il 59% (rispetto alla media europea del 70%). L’accesso mediante banda larga registra invece un tasso di penetrazione del 49% rispetto alla media europea del 61%”.