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Cina, over 60 in Metro senza biglietto grazie al riconoscimento facciale

Ultimamente si fa un gran parlare di riconoscimento facciale e rapporto con il diritto alla privacy e le pratiche di controllo totale, in Occidente ma soprattutto in Cina, dove questa tecnologia è utilizzata capillarmente, dalla Polizia fino alle scuole. Per una volta però le notizie che arrivano ci parlano di un impiego civile di tale soluzione: nella città di Shenzhen, nel sud del Paese, i tornelli della metro si sbloccheranno automaticamente dinanzi agli over 60, che non dovranno più vidimare tessere o leggere QRcode per dimostrare di avere diritto all’ingresso gratuito.

La sperimentazione rende quindi più veloce e semplice il transito nei mezzi pubblici per chi ha diritto a viaggiare gratuitamente. La tecnologia, sviluppata da Tencent, è già stata integrata nelle 18 stazioni della linea metropolitana di Shenzhen, coinvolgendo in totale di 28 cancelli automatici e 60 macchine self-service per l’erogazione dei biglietti. Se la sperimentazione mostrerà di funzionare, in un prossimo futuro il servizio sarà esteso anche ad altre categorie sociali che godono della gratuità per i viaggi in metropolitana, come ad esempio i disabili o i veterani.

La tecnologia, già utilizzata a Jinan, nello Shandong e in fase di sperimentazione anche a Shangai e diverse altre città, non ha mancato però di sollevare critiche e perplessità persino in Cina, dove guarda caso sono state utilizzate le stesse argomentazioni delle associazioni per i diritti civili. Sembrerebbe infatti che il 73,8% del campione intervistato dalla Payment and Clearing Association of China, ha infatti dichiarato di essere disposto a utilizzare sistemi biometrici per i pagamenti in mobilità, ma si è anche detto preoccupato per la privacy.

L’argomento non è di quelli oziosi. L’avanzamento tecnologico non può essere fermato e, di per sé, ogni tecnologia è neutra. Tuttavia l’esperienza insegna anche che i soggetti privati possono essere interessati ai nostri dati come merce, mentre gli Stati possono impiegare tali tecnologie per il controllo di massa, tentazione concreta non solo tra le dittature ma anche tra le cosiddette democrazie occidentali. Per questo l’unico modo di impiegare queste soluzioni è quello di procedere per la strada indicata dal GDPR, immaginando cioè regole stringenti e contrappesi che garantiscano il cittadino, senza privarlo dei benefici del progresso tecnologico.