Sicurezza

Classifica spam mondiale: USA in testa ma l’Italia è quarta

Sophos, società leader nella sicurezza informatica, ha oggi rilasciato i risultati di una ricerca svoltasi nel terzo trimestre di quest'anno e che svela i paesi che producono.. più spam. Questo non invidiabile campionato che potremmo definire "Spamionship" mostra come capolista gli Stati Uniti, al secondo posto la Bielorussia e sul terzo gradino del podio troviamo l'India. Il nostro Paese si guadagna la medaglia di legno, piazzandosi al quarto posto.

Il nostro Paese produce più spam della Cina. Chi lo avrebbe mai detto?

Guardando la classifica che riportiamo in basso, si nota come siano variabili le posizioni dei Paesi che generano lo spam a seconda dei trimestri analizzati. Questo dipende dal fatto che il metodo di diffusione non è più quello di un tempo, quando gli hacker si impadronivano di un server (o lo affittavano in paesi dove era difficile perseguire tali criminali) inviando e-mail in massa. 

Adesso lo spam viene inviato dai computer di ignari proprietari che sono stati infettati da malware. A seconda della botnet usata per l'invio di spam, cambia la dislocazione dei diffusori sul territorio. Questo è un altro buon motivo per proteggere il proprio computer con antivirus e firewall, almeno gratuiti, in modo da arginare il problema invece di lasciarlo "selvaggio" o quasi come è al momento. 

Tornando ad analizzare i numeri, il leader della classifica "straccia" gli inseguitori con il 14,6% di spam mondiale, staccando nettamente la Bielorussia ferma al 5,1 percento, mentre India e Italia sono praticamente a pari merito al 4,7%. Paul Ducklin, Head of Technology Asia di Sophos, dichiara di pubblicare tale classifica “non per accusare questi paesi di cyber criminalità, ma per aumentare la consapevolezza di mantenere il proprio computer libero dal malware”.

Indagando sui risultati però emergono particolari inediti se si prende in considerazione l'invio di spam pro-capite: ad esempio, un computer in Bielorussia ha 11,1 probabilità in più rispetto ad un computer negli USA di mandare spam in tutto il mondo e, in questa seconda classifica, ci sono delle new entry che sono Israele e Kuwait.

Qui le dimensioni non contano: quello che conta è la consapevolezza.

Il nostro paese, nell'invio di spam pro-capite, si posiziona di un soffio al di fuori dei primi 12 posti, in quattordicesima piazza; la probabilità è di 1.65 volte per l'invio di spam a persona rispetto agli USA. Naturalmente, in una classifica di questo tipo rientrano paesi che hanno una popolazione ridotta e scarsa protezione.

Lussemburgo e Bahamas (500 mila abitanti contro 300.000), per esempio, ricoprono posizioni di rilievo con un notevole peggioramento nel terzo trimestre dell'anno, superando moltissime nazioni ben più popolose. Dubitiamo che chi ci legga assiduamente possa essere responsabile dell'invio di spam, ma “migliorare” la situazione passa anche dal sensibilizzare amici, parenti o colleghi di lavoro.

Spingeteli a mantenere aggiornati i propri sistemi operativi e a dotarsi di antivirus e/o anti-malware effettuando scansioni periodiche, nonché evitare di aprire allegati o cliccare link trovati in e-mail sospette.